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Un momento della presentazione della Relazione Agcom (Foto: ImagoEconomica)
Authority 14 Lug 2026

Relazione Agcom, Costante: «Necessario mettere in sicurezza l'informazione dagli attacchi dell'IA»

La segretaria generale Fnsi dopo la presentazione al Parlamento, martedì 14 luglio 2026, dell'attività dell'Authority: «Serve uno scatto del legislatore». E sull'equa remunerazione dei contenuti giornalistici rileva: «È importante che alla riunione del tavolo editori-piattaforme venga riservato uno spazio al sindacato dei giornalisti: quello di cui si parla ha ricadute anche sui lavoratori».

«Anche alla luce della sempre più pervasiva affermazione dell'intelligenza artificiale generativa, una delle questioni più rilevanti è quella della salvaguardia del pluralismo informativo in rete, come premessa indispensabile per la tenuta della sfera pubblica e del confronto democratico». È uno dei passaggi del discorso del presidente Agcom, Giacomo Lasorella, nel corso della presentazione al Parlamento, martedì 14 luglio 2026, della Relazione Annuale dell'Authority.

«Agcom traduce nella Relazione annuale la realtà dei fatti sotto gli occhi di tutti coloro che si occupano di informazione, a cominciare dall'attacco al pluralismo dell'informazione in rete portato dall'intelligenza artificiale generativa», osserva Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi.

«È di questi giorni - prosegue - la scoperta che in Alto Adige è arrivato il sito WeNews, completamente fatto con IA e con nella gerenza un direttore responsabile che non risulta essere giornalista. La Federazione nazionale della Stampa non vuole chiudere con un dito la falla nella diga, ma è necessario uno scatto del legislatore per mettere in sicurezza l'informazione vera e di qualità dall'intelligenza artificiale non controllata».

Così come «all'equa remunerazione dei contenuti giornalistici agli editori guarda anche la Fnsi per le ricadute economiche che deriverebbero per legge, attraverso accordo sindacale, alle redazioni. Per questo - conclude Costante - è importante che alla riunione del tavolo editori-piattaforme venga riservato uno spazio anche al sindacato dei giornalisti: quello di cui si parla non ha solo ricadute sull'impresa, ma anche sui lavoratori».

E se per il presidente Agcom, nel mondo digitale «la tutela della libera e corretta formazione dell'opinione del cittadino elettore si pone non in rapporto alla riserva di spazi, ma in relazione alla trasparenza delle scelte algoritmiche relative alla visibilità dei contenuti e alla trasparenza delle fonti di finanziamento», citando l'enciclica 'Magnifica Humanitas' di Papa Leone XIV, Lasorella aggiunge: «La tecnologia riflette il volto di chi la progetta, la governa e la utilizza, spetta alle istituzioni fare in modo che quel volto resti riconoscibile, umano, responsabile».

Nella Relazione annuale, come di consueto, trovano spazio i temi caratteristici dell'attività dell'Agcom, dal sistema dei media, editoria e audiovisivo, alle comunicazioni elettroniche, ai servizi postali e servizi internet. E, per quanto riguarda il sistema dell'informazione, «la nota più dolente arriva dall'editoria quotidiana, che nel 2025 ha visto la diffusione delle copie cartacee crollare a 1,2 milioni di unità giornaliere, quasi un decimo di quanto si vendeva a inizio secolo», rileva fra l'altro Agcom.

Calano le vendite, cala la raccolta pubblicitaria, con l'intero settore dei media nazionali che «registra nel 2025 una lieve flessione, con ricavi totali che si sono attestati poco sopra i 12 miliardi di euro». Mentre risulta sempre più rilevante la pubblicità online e il consumo di informazione si trasforma, con «la progressiva affermazione di answer engines, che prendono il posto degli ormai tradizionali search engines e di modalità di ricerca conversazionale», spiega Lasorella, che in chiusura auspica la costruzione di «un nuovo contratto sociale digitale per la nuova era: un patto capace di valorizzare i benefici della tecnologia, senza rinunciare a governarne i rischi con strumenti proporzionati, efficaci e rispettosi dei diritti fondamentali». (mf)

@fnsisocial

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