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Immagine creata con AI Mid (Foto: ImagoEconomica)
Iniziative 13 Lug 2026

L'intelligenza artificiale deve rimanere umana: il suo controllo non può essere affidato all'algoritmo

La riflessione di Rocco Cerone, segretario del Sindacato giornalisti Trentino Alto Adige e Alessandra Costante, segretaria generale Fnsi, all'indomani della notizia (pubblicata venerdì 10 luglio 2026) dello sbarco a Bolzano e Trento del sito 'giornalistico' cinese WeNews.

Lo sbarco anche a Bolzano e a Trento del sito giornalistico cinese WeNews con sede ad Hong Kong in cui sembra che l'intelligenza artificiale giochi un ruolo preponderante, non facendo alcun riferimento alle giornaliste e ai giornalisti ma al controllo di 'agenti editoriali', è una notizia che deve allarmare non solo i giornalisti, gli editori, ma anche l'opinione pubblica e la politica. Esempio che potrebbe essere mutuato da qualsiasi altra potenza straniera mettendo in pericolo la democrazia e la sicurezza nazionale del nostro Paese.

Il primo aspetto da considerare è quello delle cosiddette fake news, notizie false, incontrollate ed incontrollabili che possono influenzare, come già avvenuto in tempi recenti, i processi elettorali nel momento in cui si stanno terremotando gli equilibri geopolitici nelle varie aree di crisi internazionali.

Siamo alla vigilia di importanti scadenze democratiche in Trentino Alto Adige Südtirol e in Italia, dove i cosiddetti troll (diffusione incontrollata e deliberata di contenuti provocatori) potranno giocare un ruolo fondamentale nella formazione di opinioni in grado di spostare consensi su tematiche cruciali e divisive quali ad esempio l'inceneritore, la caccia, bypass ferroviario, la TAV/TAC, la convivenza etnica, politica, culturale, la sicurezza, l'immigrazione in regione o il posizionamento della Repubblica italiana nell'Unione Europea, nella Nato, nel salvataggio in mare dei migranti, sul nucleare, tanto per fare alcuni esempi.

Come si vede non stiamo parlando di un tema corporativo che interessa una ristretta categoria di professionisti, ma riguarda tutti noi come comunità.

Con tutti i difetti e gli errori possibili, è da preferire sempre una informazione professionale di qualità, libera, esercitata da giornalisti in carne ed ossa che hanno studiato per diventare tali, superato un esame di Stato, sottoposti al controllo deontologico dei Consigli di disciplina dell'Ordine dei giornalisti, alla legge sulla stampa, ai controlli di Agcom e Corecom regionali e provinciali, della Commissione parlamentare di vigilanza (per la Rai) quando sarà in grado di funzionare, piuttosto che appaltare l'informazione all'impersonale algoritmo.

Ma siamo sicuri che sia impersonale e non governato da una ristretta élite di oligarchi dell'IA in grado di manipolare l'opinione delle persone?

Rispetto alla completa deregulation attuata dagli Stati Uniti, dove l'input presidenziale è stato e continua ad essere 'nessuna regola alla diffusione dell'IA' che viene utilizzata prioritariamente per scopi militari ma poi anche, a cascata, in tutti i settori dell'economia, l'Unione Europea finora è stata l'unica istituzione internazionale ad approvare l'AI Act che ha approvato regole stringenti sull'uso incontrollato dell'IA, ma non per quanto riguarda l'informazione.

Altri autorevoli appelli si sono levati da Papa Leone XIV nella Enciclica Magnifica Humanitas di maggio, auspicando regole giuridiche e deontologiche alla base della diffusione dell'intelligenza artificiale.

Monito ribadito più volte anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Senza considerare gli inevitabili effetti e conseguenze sull'occupazione giornalistica già fortemente precarizzata.

I decreti legislativi del 10 giugno approvati dal governo centrale affidano alle università un ruolo di alfabetizzazione sull'intelligenza artificiale.

Ed a Bolzano, fra i primi in Italia, il rettore Alex Weissensteiner con il direttore Günther Mathà ed il presidente Federico Giudiceandrea hanno siglato una convenzione quinquennale con il Sindacato Giornalisti Trentino Alto Adige Südtirol, federato con la Fnsi, di ricerca e studio su IA ed altri temi di comune interesse. Protocollo che sarà ufficializzato l'8 ottobre prossimo nel corso dell'assemblea annuale alla presenza dei vertici di Unibz, Fnsi e Casagit.

Partendo dall'elaborazione della Carta di Bolzano su IA ed informazione elaborata di concerto da Unibz con Sjg si vuole creare un laboratorio di pensiero e di studio su come governare questi processi che debbono avere al centro le persone: giornaliste e i giornalisti.

Un ulteriore approfondimento su questi temi sta vedendo la collaborazione della Facoltà di Ingegneria con il prof. Marco Montali, professore di ingegneria informatica con specializzazione in intelligenza artificiale ed il giuslavorista ed esperto in diritto d'autore Bruno Del Vecchio, storico consulente e collaboratore di Fnsi e Sjg, che vedrà la luce a marzo 2027.

Diventa dirimente a questo punto l'intervento della politica a Trento, a Bolzano e a Roma per governare questo fenomeno che, se non controllato, rischia di minare la democrazia italiana e le tante democrazie regionali e provinciali.

Rocco Cerone
Segretario Sindacato giornalisti Trentino Alto Adige

Alessandra Costante
Segretaria generale Federazione nazionale della stampa italiana

@fnsisocial

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