Presidio davanti al tribunale di Roma, martedì 9 giugno 2026, in occasione della prima udienza del procedimento che vede coinvolto il giornalista Gabriele Nunziati - il cui rapporto di collaborazione è stato interrotto dopo una domanda sulle responsabilità di Israele nella ricostruzione della Striscia di Gaza durante una conferenza stampa della Commissione europea - contro l'agenzia Nova.
All'iniziativa, promossa da Amnesty International Italia, Federazione nazionale della Stampa italiana, Associazione Stampa romana, Usigrai, Rete NoBavaglio, Articolo21, Ordine dei giornalisti, erano presenti anche Maurizio Di Schino, componente della Giunta esecutiva Fnsi e Stefano Ferrante, segretario di Stampa Romana, rappresentanti del Cdr Approfondimento Rai, colleghe e colleghi che hanno manifestato solidarietà a Nunziati.
«Una vicenda emblematica che riguarda la libertà di stampa, la possibilità di svolgere con autonomia e indipendenza la propria professione e anche la tutela dei giornalisti freelance, che hanno meno garanzie», ha rilevato Ferrante.
«Ho deciso di fare causa alla mia ex azienda, l'Agenzia Nova, non soltanto per tutelare i miei diritti, ma anche per difendere la libertà di stampa e i diritti di tutti i cronisti. Il rischio è l'autocensura», ha commentato Nunziati, che al termine dell'udienza si è poi fermato con i colleghi che lo aspettavano. (mf)