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L'aula del Senato (Foto: archivio ImagoEconomica)
Istituzioni 29 Apr 2026

Il 3 maggio Giornata in memoria dei giornalisti uccisi a causa del loro lavoro, via libera anche in Senato

L'ok definitivo, all'unanimità, il 29 aprile 2026. Il promotore Paolo Emilio Russo: «L’approvazione è un segnale importante di attenzione a una categoria che ha dato un contributo prezioso alla nostra democrazia e a un settore, quello del giornalismo e dell'editoria, attraversato da una vera e propria rivoluzione». Il sottosegretario all'Editoria, Alberto Barachini: «Siamo e saremo sempre dalla parte dell'informazione».

L'aula del Senato ha approvato all'unanimità il disegno di legge che istituisce la Giornata in memoria dei giornalisti uccisi a causa dello svolgimento della loro professione. Lo riferisce l’agenzia Ansa mercoledì 29 aprile 2026. La giornata cadrà ogni anno il 3 maggio perché coincide con la giornata mondiale della libertà di stampa, e quindi potrà celebrarsi già questa domenica.

Nato da un'iniziativa del deputato Paolo Emilio Russo di Forza Italia, il Ddl era stato approvato all'unanimità alla Camera nel luglio del 2025. Come ha ricordato in aula il senatore Dem, Walter Verini, in 20 anni i cronisti uccisi sono stati circa 1.500.

Paolo Emilio Russo ha commentato in una nota: «L'approvazione finale all'unanimità da parte del Senato, dopo il voto unanime della Camera dei deputati, a pochi giorni dal giorno prescelto, è particolarmente significativa: un segnale importante di attenzione a una categoria che ha dato un contributo prezioso alla nostra democrazia e a un settore, quello del giornalismo e dell'editoria, attraversato da una vera e propria rivoluzione».

Russo ha poi evidenziato che «la legge prevede che lo Stato, le Regioni e gli enti locali promuovano iniziative di sensibilizzazione coinvolgendo scuole, università, associazioni di settore e ovviamente l'Ordine professionale per ricordare e onorare un'altra categoria di 'vittime del dovere', quella dei giornalisti che fino ad oggi non avevano avuto il giusto riconoscimento. Il testo prevede che la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo dedichi spazi per raccontare le storie dei giornalisti caduti e che il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della presidenza del Consiglio pubblichi i loro nomi sul proprio sito istituzionale, ma guarda anche al futuro perché consentirà di rafforzare attraverso iniziative e campagne di informazione la lotta al linguaggio d'odio e alle minacce, con particolare attenzione alle donne giornaliste. È un risultato – ha concluso il deputato di Forza Italia - che condivido con i colleghi firmatari - di tutti i gruppi - e con tutte le associazioni e i professionisti del settore che da anni chiedevano questo riconoscimento».

Anche il sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega all'Informazione e all'Editoria, Alberto Barachini, ha commentato l’approvazione del Ddl: «Siamo e saremo sempre dalla parte dell'informazione, pilastro della nostra democrazia. Riconoscenti a tutti i giornalisti che hanno perso la vita per consentire alle nostre fondamenta democratiche di essere solide, ringraziamo anche Paolo Emilio Russo, primo firmatario della legge. Il Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria – ha concluso - è onorato di pubblicare i nomi dei giornalisti caduti sul proprio sito istituzionale». (anc)

@fnsisocial

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