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Renato Brunetta, presidente del Cnel
Istituzioni 20 Apr 2026

Cnel, via libera alla riorganizzazione dell'archivio dei contratti collettivi

Per la prima volta si avrà una base informativa trasparente, accessibile e strutturata per settori Ateco, con schede dettagliate e verificabili sui contenuti normativi e retributivi applicati nelle imprese. Brunetta: «Ora possiamo individuare i Ccnl sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative».

La Commissione dell'Informazione del Cnel ha approvato lunedì 20 aprile 2026 all'unanimità, dopo la fase sperimentale avviata dall'11 aprile 2025, la completa riorganizzazione dell'Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro, che consente per la prima volta di disporre di una base informativa trasparente, accessibile e strutturata per settori Ateco, con schede contratto dettagliate e verificabili sui contenuti normativi e retributivi effettivamente applicati nelle imprese. Lo riporta una nota pubblicata anche sul sito web del Cnel.

«Con la riorganizzazione dell'Archivio dei contratti collettivi viene data priorità al loro reale radicamento in termini di lavoratrici e lavoratori coperti», dichiara il presidente del Cnel Renato Brunetta. «È su questo criterio che ora possiamo individuare con precisione i contratti leader sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative».

Il presidente Brunetta sottolinea come i dati adesso disponibili vadano a «ridimensionare nettamente il problema quantitativo del dumping contrattuale, perché circa 99 Ccnl sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil coprono oltre il 97% dei lavoratori del settore privato, mentre circa 800 contratti riconducibili a sigle minori si applicano a poco più del 2%, pari a circa 350 mila lavoratori. Con questa riorganizzazione l'Archivio Cnel diventa uno strumento essenziale per monitorare con rigore il fenomeno del dumping e per supportare, anche nell'ambito del Codice dei contratti pubblici, valutazioni oggettive di equivalenza contrattuale da parte delle stazioni appaltanti e degli operatori economici».

La nuova organizzazione dell'Archivio nazionale dei contratti introduce un criterio oggettivo di selezione dei contratti collettivi, fondato sul loro effettivo radicamento nel sistema produttivo, misurato attraverso i dati amministrativi  Inps (Uniemens): potranno essere collocati nella sezione dei contratti nazionali di settore solo i Ccnl applicati ad almeno il 5% dei dipendenti di una divisione Ateco o al 3% in almeno una divisione nel caso di contratti multi-settoriali.

Si supera così definitivamente la logica meramente formale del deposito dei contratti, introducendo un principio di rilevanza sostanziale che consente di individuare i contratti realmente rappresentativi e applicati e di distinguere in modo trasparente tra contrattazione effettiva e contrattazione marginale.

La riforma dell'Archivio si completa con l'introduzione delle schede contratto standardizzate, già operative per i principali contratti nazionali del terziario di mercato che coprono circa 5 milioni di lavoratori, costruite sulla base delle voci retributive e normative previste dal Codice dei contratti pubblici. Le schede, integrate da note comparative, costituiscono uno strumento tecnico innovativo che consente a operatori e stazioni appaltanti di valutare in modo oggettivo l'equivalenza tra contratti collettivi, rafforzando la trasparenza del sistema e rendendo concretamente verificabile il fenomeno del dumping contrattuale nei diversi settori economici. (mf)

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