L'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa denuncia che è «in atto un restringimento della libertà dei giornalisti sportivi a porre domande, raccogliere notizie e in seguito a pubblicarle a causa della crescente tendenza verso sistemi di accreditamento sempre più regolamentati, zone riservate ai media soggette a restrizioni, e un accesso rigorosamente controllato agli atleti e alle sedi delle competizioni. A cui si aggiungono una serie di vincoli sul copyright dei contenuti ma anche intimidazioni e cause legali».
L'avvertimento è contenuto nel rapporto, votato questa settimana dai parlamentari, in cui si indica che in un mondo in cui «lo sport è diventato un settore globale e altamente commercializzato, con una notevole influenza economica, sociale e politica, un controllo indipendente da parte dei media è ancora più importante».
L'assemblea chiede quindi agli Stati di «rivedere i quadri giuridici e normativi in materia di diritti di trasmissione, sistemi di accreditamento e accordi contrattuali» affinché non limitino l'attività giornalistica né il diritto del pubblico all'informazione. Inoltre domanda alle autorità «di assicurare ai giornalisti un accesso concreto, equo e non discriminatorio agli eventi, agli atleti e alle istituzioni sportive». (Ansa - 26 giugno 2026)