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Un momento del discorso introduttivo della presidente Efj Maja Sever al meeting annuale ad Ankara (Foto: Efj)
Internazionale 19 Giu 2026

Mobilitazione per il contratto, l’assemblea Efj si schiera al fianco della Fnsi

Nel corso dei lavori ad Ankara il 18 e 19 giugno 2026 la Federazione nazionale della Stampa italiana incassa il sostegno dei sindacati dei giornalisti europei.

La lotta della Fnsi per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro con la Fieg incassa il sostegno dei sindacati dei giornalisti europei. L’assemblea della Federazione europea dei giornalisti (Efj), riunita ad Ankara il 18 e 19 giugno 2026, si schiera compatta al fianco del sindacato dei giornalisti italiani nella mobilitazione che ha già portato a tre giorni di sciopero. L’atteggiamento degli editori italiani, purtroppo non un’eccezione nel panorama europeo, viene considerato inaccettabile, soprattutto perché, a fronte delle profonde trasformazioni del settore dei media, continuano a chiedere la cancellazione di diritti fondamentali e a puntare unicamente sulla riduzione dei costi, senza affrontare seriamente le sfide del futuro.

Non soltanto in Italia i giornalisti devono fare i conti con condizioni di lavoro e contrattuali sempre più precarie. Ovunque in Europa la libertà di informazione fa registrare preoccupanti passi indietro. I giornalisti sono sempre più deboli sotto il profilo contrattuale e sempre più esposti a minacce e violenze e vittime di azioni legali a scopo intimidatorio. La direttiva europea sulle Slapps non ha prodotto i risultati sperati. I Paesi dell’Unione l’hanno recepita, limitandosi a disciplinare il fenomeno delle azioni temerarie nella sola dimensione transfrontaliera. Con una mozione votata all’unanimità, l’assemblea dell’Efj ha dato mandato allo steering commettee di proseguire la battaglia in sede comunitaria per far sì che la tutela contro le azioni legali intimidatorie venga estesa anche ai casi - i più numerosi e gravi - che si registrano nei singoli Stati.

L’assemblea europea ha fatto proprie anche due proposte di mobilitazione in sede comunitaria promosse dalla Fnsi. La prima riguarda la tutela dei siti web di informazione dalla perdita di traffico, sempre più marcata in tutti i Paesi, derivante dalle funzioni “Ai Overview” e “Ai Mode” di Google. Il meccanismo che consente al motore di ricerca di fornire risposte agli argomenti ricercati dagli utenti, offrendo sintesi di quanto pubblicato dai siti di informazione, ha fatto crollare il traffico di reindirizzamento verso i siti web dei media professionali, con effetti economici negativi che rischiano di ripercuotersi sempre più sulle retribuzioni e sulla tenuta dei livelli occupazionali. L’altra questione su cui la Fnsi, con Domenico Affinito e Raffaele Lorusso, ha chiesto e ottenuto il coinvolgimento della Federazione e dei sindacati dei Paesi europei riguarda la giusta remunerazione per le aziende produttrici di contenuti informativi e l’equo compenso per i giornalisti, previsti dalla direttiva europea sul copyright. La sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea, che il 12 maggio scorso ha accolto il ricorso dell’Agcom, ribandendo l’obbligo degli internet provider di riconoscere, per via negoziale, un’equa retribuzione alle aziende editoriali rappresenta una pietra miliare che deve spingere tutti i sindacati europei a far pressione sull’Ue per rendere concreto ed effettivo quanto previsto nella direttiva. Fondamentale, da questo punto di vista, è che una parte di quanto riconosciuto alle aziende sia destinato ai giornalisti.

Fra i temi approfonditi nel corso dell’assemblea, gli aspetti della crisi globale del giornalismo, i molteplici attacchi in numerosi Stati all’indipendenza e alla funzione del servizio pubblico radiotelevisivo e la situazione dei giornalisti in Paesi dove la libertà di stampa è costantemente minacciata, a cominciare dalla Turchia, o in zone di guerra. L’assemblea europea, da questo punto di vista, rinnova il proprio sostegno ai giornalisti ucraini e si schiera al fianco della Ifj e di altre organizzazioni internazionali per consentire l’accesso a Gaza dei media stranieri indipendenti.

@fnsisocial

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