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La sede del Parlamento Ue a Strasburgo (Foto: europarl.europa.eu)
Istituzioni 10 Mar 2026

Intelligenza artificiale, il Parlamento Ue: «Proteggere diritto d'autore e i settori media e creativo»

Adottate nella riunione del 10 marzo 2026 una serie di raccomandazioni. Nel testo, che non è vincolante, gli eurodeputati sottolineano fra l’altro l'importanza di tutelare l'informazione professionale, implementando misure di trasparenza e favorendo una remunerazione equa.

Con 460 voti favorevoli, 71 contrari e 88 astensioni, il Parlamento europeo ha adottato una serie di  raccomandazioni per proteggere dall'uso da parte dell'intelligenza artificiale (IA) le opere tutelate dal diritto d'autore. Nel testo, che non è vincolante, gli eurodeputati sottolineano l'importanza di tutelare il settore creativo e proteggere quello dei media e dell'informazione, implementando misure di trasparenza e favorendo una remunerazione equa, e garantendo che la normativa Ue sul copyright si applichi a tutti i sistemi di IA generativa presenti sul mercato dell'Ue, indipendentemente da dove sono stati addestrati.

I deputati dell'Eurocamera sottolineano che il settore creativo, fonte di 6,9% del pil dell'Ue, va tutelato facendo in modo che i creativi vengano compensati adeguatamente per il loro lavoro: per farlo chiedono alla Commissione europea di esaminare come garantire la remunerazione per gli usi passati da parte dell'IA, escludendo una licenza globale che consenta ai fornitori di addestrare i propri sistemi di IA generativa in cambio di un pagamento forfettario.

Altro punto fondamentale che sollevano è l'importanza della piena trasparenza nell'uso dei contenuti protetti da parte dell'IA generativa: fornitori e distributori di sistemi IA dovrebbero «fornire un elenco dettagliato di tutte le opere protette da copyright utilizzate per addestrare l'IA», nonché «registrazioni precise delle attività di scansione per l'inferenza e la generazione aumentata dal recupero», si apprende da un comunicato dell'Eurocamera.

L'assenza di tali informazioni «potrebbe essere considerata una violazione del diritto d'autore, con conseguenze legali per i fornitori e i distributori di IA», e se un procedimento legale dovesse concludersi a favore del titolare dei diritti, i primi «dovranno sostenere tutte le spese legali e le spese correlate».

Nel testo, gli europarlamentari chiedono all'esecutivo Ue di creare «un nuovo mercato delle licenze per il materiale protetto da copyright, che includa accordi di licenza collettiva volontaria per settore, estesi ai singoli creatori e alle piccole e medie imprese». Obiettivo è garantire ai titolari dei diritti la possibilità di escludere le proprie opere dall'utilizzo nell'addestramento dei sistemi di IA, con l'Ufficio Ue per la proprietà intellettuale (Euipo) che potrebbe gestire tale elenco di opt-out.

I deputati invitano la Commissione anche a proteggere il settore della stampa e dei media, «le cui opere sono regolarmente sfruttate dai sistemi di IA», sottolineando che le testate giornalistiche il cui traffico e le cui entrate vengono dirottati dai sistemi di IA dovrebbero essere «pienamente compensate» e poter contare sul «diritto di rifiutare l'uso dei propri contenuti per l'addestramento dei sistemi di IA». L'aggregazione di contenuti giornalistici deve garantire il pluralismo mediatico e la diversità dell'informazione, evitando l'elaborazione selettiva delle informazioni o pratiche di auto-preferenza da parte dei gatekeeper che favoriscono i propri servizi di IA.

Secondo i deputati europei, i contenuti generati interamente dall’intelligenza artificiale non dovrebbero essere protetti dal diritto d’autore. Chiedono quindi di garantire che «le persone siano protette dalla diffusione di contenuti manipolati o generati dall’IA e sottolineano l’obbligo per i fornitori di servizi digitali di intervenire contro tali utilizzi illegali». (mf)

@fnsisocial

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