«Non è solo la pirateria ad uccidere l'informazione di qualità. Ci sono altri aspetti che dovrebbero essere presi in considerazione, a cominciare dalla qualità del lavoro dei giornalisti che oggi, in Italia, devono fare i conti con sfruttamento e basse retribuzioni». Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, replica così al presidente Fieg, Andrea Riffeser Monti, che in occasione di un'iniziativa sulla pirateria nel mondo del libro, mercoledì 11 febbraio 2026, è tornato a chiedere a governo e Parlamento una nuova legge di sistema per l'editoria.
«Negli ultimi 20 anni – fa notare Costante – gli editori hanno svuotato le redazioni, affossato l'Istituto di previdenza dei giornalisti (Inpgi) a forza di prepensionamenti, ridotto gli organici e 'appaltato' a collaboratori e partite Iva il lavoro di raccolta e scrittura delle notizie. I giornalisti dipendenti non vedono aumenti contrattuali da 10 anni, gli autonomi ricevono compensi da fame. Così gli editori hanno risolto il problema del costo del lavoro».
Per la segretaria Fnsi, «su una cosa il presidente Riffeser ha ragione: la legge di sistema dell'editoria, la 416 del 1981, non aiuta più questo mondo. Bisognerebbe pensare a una norma che, più che aiutare gli editori a svuotare le redazioni con finanziamenti pubblici, sostenga la buona informazione partendo proprio dal suo principale valore aggiunto, ovvero i giornalisti e il giornalismo di qualità». (mf)