La Federazione nazionale della Stampa italiana e le Associazioni regionali di Stampa di Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna, Campania, Toscana, Liguria, Sardegna, Marche e Valle d’Aosta «apprendono con sconcerto quanto accaduto all’agenzia di stampa Dire, dove l’editore da mesi in ritardo con il pagamento degli stipendi non ha nemmeno finito di ascoltare l’intervento del Comitato di redazione durante un estemporaneo incontro con tutti i dipendenti, dopo aver invece rifiutato un tavolo con il Cdr per raggiungere un accordo sul recupero degli arretrati e il pagamento delle mensilità correnti». Così il sindacato in una nota diffusa venerdì 30 gennaio 2026.
«La richiesta di un tavolo per raggiungere un accordo sugli stipendi – ricordano Fnsi, Assostampa e Cdr – era stata sollecitata anche dal sottosegretario Alberto Barachini, che si è detto disposto a vincolare la prima rata trimestrale del Dipartimento dell'Editoria al pagamento degli stipendi. Il rischio è che, senza una soluzione al tema delle retribuzioni, il Die valuti una nuova sospensione del servizio, come paventato dallo stesso sottosegretario».
A fronte del momento drammatico in cui versa l’agenzia, in cui le giornaliste, i giornalisti e i dipendenti tutti sono da mesi senza uno stipendio pieno, «il Cdr – prosegue il sindacato – ha esposto all'editore questa proposta di intesa, appunto sulla base del primo versamento del contributo da parte di Palazzo Chigi. L'editore, che ha voluto aprire la riunione ripercorrendo tutte le vicende che hanno portato l'azienda a questa situazione, non solo non ha voluto ascoltare fino in fondo l'intervento del Cdr, ma ha anche di fatto chiuso a un tavolo per raggiungere l’accordo sugli stipendi, accusando il Comitato di redazione di intromettersi nella sua strategia aziendale».
Tutto questo «all'indomani dell’Assemblea delle redattrici e dei redattori, che si è espressa all’unanimità per proseguire la mobilitazione con sciopero a oltranza fino al raggiungimento di un tavolo con l'editore che regolarizzi la situazione degli stipendi, divenuta ormai insostenibile. Mobilitazione che rimane a tutti gli effetti in essere».
Di fronte a quanto accaduto Fnsi e Associazioni regionali di Stampa «ribadiscono l’invito all’editore Stefano Valore ad aprire immediatamente un tavolo di confronto per pagare finalmente quanto dovuto da mesi ai giornalisti e - a fianco del Cdr - chiedono che, in mancanza di una risposta positiva ed esaustiva, o in presenza di ulteriori atteggiamenti dilatori, sia il governo a convocare il tavolo». (mf)