«Ribadisco anche in questa sede l'impegno del governo, già manifestato a tutte le parti, a riferire su ogni aggiornamento, nella consapevolezza di quanto l'esito di questa vicenda sia importante per garantire la piena tutela del pluralismo e della libertà dell'informazione che dall'inizio dell'attività di questo governo rappresenta un'assoluta priorità». Lo ha sottolineato il sottosegretario all'Editoria, Alberto Barachini, intervenendo in commissione Cultura alla Camera, mercoledì 14 gennaio 2026, sulle problematiche connesse alla cessione delle testate del gruppo Gedi e sulla trattativa con i greci di Antenna Group.
«Continueremo gli incontri, approfondiremo, difenderemo l'indipendenza e il pluralismo, cercando di capire - ha anche osservato l'esponente del governo - qual è la visione dell'investimento in Italia di questo editore, perché in un momento nel quale molte persone lasciano il settore dell'editoria, qualcuno che si impegna a investire circa 140 milioni per testate la cui perdita si aggira sui 32-34 milioni all'anno, con 450 giornalisti, è un atto di un certo coraggio. Bisogna capire quali sono i reali interessi o se connessi ad altre potenziali operazioni».
Quanto ad un ricorso al golden power, Barachini ha ricordato che «l'esercizio dei poteri speciali è regolato da una normativa specifica: in assenza di una formale notifica e della possibilità di conoscere il veicolo societario proponente che consentirebbe di valutare il reale perimetro dell'operazione, non è possibile fornire nessuna considerazione in merito. E anche l'eventuale notifica andrebbe sottoposta a un gruppo di coordinamento tecnico cui sono affidate per legge tutte le attività propedeutiche all'eventuale esercizio dei poteri speciali».
Il sottosegretario ha quindi ribadito che «vigileremo affinché vengano interamente rispettate le garanzie legali e le prescrizioni di legge per il trasferimento di proprietà e di testate», assicurando che il confronto con i Comitati di redazione «sarà costante» e specificando che ci si muove nel solco delle «notizie ufficiali: non possiamo sollecitare incontri o confronti perché è una situazione delicata che va seguita con sobrietà comunicativa».
Con la «volontà ferma» di tutelare i livelli occupazionali, «il governo è in fase di vigilanza e ascolto. Su questo fronte - ha aggiunto Barachini - abbiamo alcuni strumenti, come gli articoli 30, 31 e 32 del contratto di lavoro giornalistico che tutelano i trasferimenti di proprietà e gli occupati». In ogni caso, ha rilevato ancora il sottosegretario, «il Gruppo Antenna in fase preliminare ha assicurato l'intenzione di rilevare l'intero gruppo Gedi, Stampa compresa, facendo capire che alcuni asset sono ritenuti strategici» e che successivamente alcuni degli asset potrebbero essere «oggetto di eventuali manifestazioni di interesse» da parte di terzi. (mf)