Il Comitato di redazione de il Resto del Carlino «esprime solidarietà alle colleghe della Cronaca di Bologna oggetto di vili attacchi e di offese da alcuni attivisti dei ‘Comitati del No’ mentre svolgevano il proprio lavoro». Così i rappresentanti sindacali in una nota diffusa venerdì 27 febbraio 2026.
Il caso, come denunciato anche sul quotidiano, riguarda due croniste, una additata in conferenza stampa dagli attivisti e un'altra attaccata sul posto dell'occupazione al quartiere Pilastro, dove è in atto una protesta contro il taglio di alberi per far spazio a un museo.
«Ancona una volta giornalisti sono finiti nel mirino di chi non rispetta la libertà di stampa e per questo auspichiamo che episodi di questo tipo non si ripetano più e che le forze dell’ordine intervengano per individuare gli autori di quanto successo», incalza il Cdr.
«Allo stesso tempo – prosegue la nota – siamo a fianco delle colleghe per tutelarle in qualsiasi sede: ribadiamo che il lavoro dei cronisti è fondamentale per la democrazia perché hanno il compito di raccontare ai cittadini quanto accade nelle città. Purtroppo i giornalisti non sono tutelati a dovere mentre svolgono il proprio lavoro e in particolare a Bologna dove episodi del genere si sono verificati più volte anche in passato».
Sul caso intervengono anche l'Associazione della stampa dell'Emilia-Romagna e l'Ordine dei giornalisti dell'Emilia-Romagna che, oltre a esprimere «piena solidarietà alle giovani colleghe pesantemente attaccate e offese da attivisti dei comitati per le cronache che sono uscite dopo l’assalto al cantiere del MuBa, al parco Mitilini, Moneta e Stefanini del Pilastro di Bologna», denunciano come «intollerabile che gli attivisti abbiano inveito contro le colleghe con atteggiamento da 'branco' per intimidirle».
Aser e Ordine auspicano, quindi, che «vengano accertate le responsabilità di questi comportamenti illeciti e antidemocratici, avvenuti in pubblico, e che sia garantito il diritto di cronaca. In democrazia – concludono sindacato e Odg – non è accettabile che chi, con il proprio lavoro, consente ai cittadini di essere informati diventi bersaglio di atteggiamenti violenti. (mf)