«Stiamo assistendo a una preoccupante piega dell'informazione di servizio pubblico ai temi della propaganda. Dall'informazione politica a quella internazionale». Questo l'allarme che lancia l'Esecutivo Usigrai in una nota diffusa giovedì 24 settembre 2026.
«Negli ultimi giorni - spiega il sindacato dei giornalisti Rai - abbiamo assistito alla doppia presenza della Presidente del Consiglio nei programmi di Raiuno, senza contraddittorio e senza domande del conduttore a cui, sulla carta, sarebbe affidata la mediazione giornalistica. Lo stesso è capitato sul Medioriente al Tg1, dove la situazione a Gaza, dove dopo il cessate il fuoco sono state uccise oltre mille persone, è stata rappresentata con una visita ai tunnel di Hamas, al seguito dell'esercito di Tel Aviv, e la chiosa finale secondo la quale i miliziani di Hamas si sarebbero serviti dei rifugi per proteggersi, mentre avrebbero lasciato in superfice i civili a morire sotto i bombardamenti (israeliani)».
Su Raitre, prosegue l'Usigrai, «lunedì e martedì due programmi che si definirebbero di inchiesta hanno portato al pubblico la stessa ospite, Maria Rosaria Boccia, per parlare del medesimo argomento. Lo stesso che riempie tg e giornali da mesi, Report, Ranucci, Lavitola ma senza una notizia. Allusioni e teoremi che il pubblico non ha premiato, facendo segnare una nuova débâcle di pubblico a danno della Rai, di Raitre e di chi ci lavora. Non è andata meglio sul fronte della Radio dove la presentazione dei palinsesti ha confermato la forte presenza di conduttori esterni. Presenze che determinano la moltiplicazione delle spese per i contratti, con erosione del budget destinato alle testate».
Per l'Usigrai, «dalla politica, alla quale chiediamo da tempo una legge di riforma che liberi la Rai dal controllo dei partiti e del governo, arriva, invece di una adesione al regolamento Europeo sui Media, un nuovo tentativo di ridurre il canone creando sistemi di compensazione affidati alla fiscalità generale con la conseguenza di mettere a rischio autonomia e indipendenza del servizio pubblico. Ci dica questo vertice che obiettivo ha. Se, come sembra, punta alla distruzione della Rai, il nostro - conclude il sindacato - è un appello a colleghe e colleghi perché facciano sentire la propria voce a partire dalle redazioni a difesa del servizio pubblico, della sua credibilità, del suo futuro». (mf)