«Da dipendenti Rai soffriamo nel vedere trasmissioni come Patù su Rai2 che supera di poco l'1% di share o come Filorosso che non riesce a raggiungere nemmeno il 3. In questo caso un conduttore pagato oltre 300mila euro a stagione (cifra mai smentita e molto più alta del compenso dell'amministratore delegato della Rai) che nonostante i reiterati flop viene confermato in prima serata solo perché organico alla narrazione sovranista e filogovernativa imposta da questo vertice aziendale». Lo afferma l'Esecutivo Usigrai in una nota diffusa giovedì 15 ottobre 2026.
«Lo stesso vertice che - incalza il sindacato dei giornalisti Rai - con una mano firma compensi a cinque zeri e con l'altra nega ai consiglieri di amministrazione Di Majo, Di Pietro e Natale di conoscere i compensi di conduttori e autori, impedendogli così di svolgere le loro funzioni di indirizzo e controllo. Una richiesta rimasta senza risposta anche nelle innumerevoli occasioni in cui ad avanzarla è stata Usigrai, per favorire la trasparenza nell'interesse dei cittadini che pagano il canone e dei dipendenti».
Per i rappresentanti sindacali, «il vertice Rai, nonostante il crollo degli ascolti della terza rete, può agire indisturbato senza nemmeno dover rendere conto alla Commissione parlamentare di Vigilanza. Ma prima o poi - conclude l'Usigrai - arriverà il conto dei danni causati e a pagarlo rischiamo di essere noi dipendenti». (mf)