Solo il 38,1% delle persone andate in onda sui tre canali della Rai sono donne. È uno dei dati emersi dal monitoraggio 2025 sulla presenza della figura femminile nella programmazione del Servizio pubblico che ogni anno la Rai commissiona a un raggruppamento d’imprese esterne sotto la direzione scientifica della professoressa Francesca Dragotto, linguista, docente all’Università Tor Vergata.
L’analisi ha monitorato quasi 1900 programmi dalle news alle fiction, dai talk all’intrattenimento. In 10 anni, la presenza delle donne sui canali dell’Azienda è aumentata di meno del 5%. «Avere meno di 4 donne su 10 nelle trasmissioni del Servizio pubblico, solo 1 donna su 4 tra gli over65 e una presenza marginale nello sport o tra le opinioniste esperte non sono fenomeni separati ma espressioni degli stessi modelli mentali», ha sottolineato Dragotto durante la presentazione del monitoraggio avvenuta nella mattinata dell’8 maggio 2026, nella sede della Federazione nazionale della Stampa italiana, a Roma, organizzata dalla Commissione pari opportunità dell’Usigrai.
Sul dato della presenza delle esperte (26,6% sul totale degli/delle opinionisti/e coinvolti/e) la buona pratica del progetto 50:50 dimostra che si può fare meglio. «A marzo di quest’anno le esperte nei 90 programmi che hanno aderito era del 46,2%», ha spiegato Mariangela Borneo, coordinatrice del progetto Rai 50:50.
«I dati del monitoraggio dimostrano quanto sul tema della rappresentanza il quadro sia fermo negli ultimi anni. E la riflessione che si può fare sulla realtà del Paese è la stessa», ha detto la statistica Linda Laura Sabbadini raccontando di un’Italia dove le donne che lavorano sono solo il 54% e dove gli stereotipi di genere sono forti anche tra ragazzi e ragazze.
Se il mondo della fiction mostra dati migliori, lo sport continua a essere il tallone d’Achille, con appena il 17% di presenza femminile. Su questo, la due volte campionessa olimpica Antonella Bellutti ha esposto dati pesanti su tutto il sistema sportivo. «Il 77% del campione delle sportive non ha né un contratto né una scrittura privata mentre il 44% ha subito violenza psicologica e il 22% soffre di disturbi alimentari», ha detto, aggiungendo poi che nella dirigenza sportiva, solo 2 federazioni su 50 sono guidate da donne.
Durante l’evento – moderato da Monica Pietrangeli, coordinatrice della Cpo Usigrai - sono intervenuti anche Elena Capparelli, direttrice di RaiPlay; Vittorio di Trapani, presidente della Fnsi; Alessandra Mancuso di GiULia Giornaliste; Daniele Macheda, segretario dell’Usigrai e Mara Pedrabissi, presidente della Cpo Fnsi. (anc)
PER APPROFONDIRE
Il rapporto completo è disponibile a questo link.