«Il diritto all'informazione è sempre più minacciato. Le intimidazioni - sia online che offline - insieme alle cause legali strategiche contro la partecipazione pubblica rischiano di favorire un atteggiamento di autocensura tra i giornalisti. Condanniamo le intimidazioni e le repressioni nei confronti dei giornalisti perpetrate dai regimi autoritari in tutto il mondo, in particolare la violenza e la repressione da parte del regime iraniano. I governi devono istituire un solido quadro giuridico per proteggere i propri giornalisti da procedimenti giudiziari abusivi». Lo ha detto, come riporta l’agenzia Ansa, l'Alto rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas alla vigilia della Giornata mondiale della libertà di stampa 2026 in programma il 3 maggio.
«La democrazia – ha proseguito - non può esistere senza una stampa libera. I media indipendenti sono un pilastro fondamentale di ogni società democratica. L'accesso ai media, insieme alla libertà di espressione, non sono semplici vantaggi accessori, ma diritti umani fondamentali. Il diritto internazionale è chiaro: i giornalisti devono essere protetti in ogni momento».
Kallas ha poi sottolineato che «il 2025 è stato l'anno più letale mai registrato per i giornalisti in tutto il mondo. L'uccisione di giornalisti e professionisti dei media - come abbiamo visto nella guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina e negli attuali conflitti in Medio Oriente, recentemente a Gaza e in Libano, nonché in Africa - dovrebbe essere oggetto di indagini approfondite e i responsabili devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni. In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa – ha concluso - l'Unione europea ribadisce il proprio fermo impegno a difendere un giornalismo libero, pluralistico, indipendente e di qualità contro queste crescenti pressioni». (anc)