Nella mobilitazione della Federazione nazionale della Stampa «abbiamo tenuto insieme il rinnovo del contratto che è scaduto da dieci anni e che le aziende non vogliono rinnovare in termini di decenza, la questione dei lavoratori autonomi, del precariato, dell'equo compenso che noi stiamo ancora aspettando per i lavoratori autonomi e i collaboratori coordinati e continuativi». Lo dice Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi all'Ansa a margine della presentazione a Roma della seconda edizione del Premio nazionale per il giornalismo d'inchiesta territoriale 'Dov'è Tina Merlin oggi?', dedicato alla cronista veneta nel centenario dalla nascita.
Anche «sull'equo compenso purtroppo non si muove nulla - aggiunge - Sembra una palla avvelenata che uno si passa da uno all'altro. Il governo l'ha passata dal Die al Ministero della Giustizia, che se la sta tenendo. Intanto i colleghi muoiono di fame essendo pagati tre o cinque euro al pezzo, un euro e cinquanta se il pezzo è online. E questa non mi sembra che sia una situazione per aiutare e potenziare la nostra democrazia ma per annientarla, perché questa si ciba e si nutre di informazione libera, autonoma e indipendente».
Un giornalista «soggetto a ricatto economico dei diritti non è un giornalista libero e non può essere utile alla democrazia». L'equo compenso «è quello che dà l'esatta dimensione di quanto deve guadagnare un giornalista. E le aziende lo devono rispettare. Certo c'è bisogno di regole, c'è bisogno di un'azione forte del governo. Ma se le aziende non rispettano l'equo compenso - chiede Costante - per quale motivo devono prendere i finanziamenti del Governo, ad esempio per i prepensionamenti?». (Ansa - 24 giugno 2026)