«Dopo più di un anno e mezzo di confronti l’Ordine dei Giornalisti del Lazio, al termine di una riunione cui sono stati invitati anche il segretario di Stampa Romana Stefano Ferrante e il presidente della Commissione lavoro autonomo Vincenzo Campo, ha deciso di rendere operativi i “pareri di congruità” per tutti i giornalisti professionisti e pubblicisti. Si tratta di un atto che certifica il compenso dovuto ai freelance, ai collaboratori (partite Iva, co.co.co. o con la formula della cessione di diritto d’autore), per esigere dal datore di lavoro la corretta remunerazione e che può essere fatto valere anche in sede giudiziaria». Lo si legge in una nota diffusa dall’Associazione Stampa Romana mercoledì 24 giugno 2026.
«Al momento – prosegue il sindacato regionale - questo è l’unico strumento che hanno i colleghi liberi professionisti per avere retribuzioni corrette, visto che al ministero della Giustizia sono ancora bloccate le tabelle che darebbero attuazione alla legge sull’Equo compenso, che incredibilmente resta lettera morta solo per i giornalisti. Il rilascio dei pareri di congruità da parte degli ordini regionali è addirittura obbligatorio nel caso di colleghi che lavorino per aziende che hanno meno dei cinquanta dipendenti e dieci milioni di fatturato, la grande maggioranza dell’universo editoriale».
Stefano Ferrante, segretario dell’Asr, ha commentato: «Questa vicenda dimostra che la sintonia e la collaborazione tra Sindacato e Ordine rendono la categoria più forte, ringrazio il presidente Guido D’Ubaldo, i consiglieri tutti e in particolare Anna Laura Bussa, che ha istruito la prima “pratica”, Sara Menafra e Carlo Picozza, che hanno posto con determinazione la questione, svolgendo un’azione di raccordo con Stampa Romana, con Vincenzo Campo e Simone Massetti. Ora insieme alla Fnsi continuano le battaglie per sbloccare le tabelle dell’Equo compenso e il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro».
Il presidente della commissione lavoro autonomo di Stampa Romana, Vincenzo Campo, ha concluso: «È un'opportunità in più per tutti i colleghi non subordinati della nostra regione che oggi hanno maggiori tutele e garanzie, speriamo che altri Ordini accelerino su questa strada. Stampa Romana si batte da sempre per dare più certezze ai giornalisti che lavorano fuori dalle redazioni e continuerà a farlo, anche grazie alla collaborazione con l’Ordine». (anc)