«Per provare a salvare la professione giornalistica, il futuro lo scriviamo insieme, la rotta la tracciamo insieme». Con questo messaggio - come riporta una nota del sindacato regionale - il presidente dell'Associazione della stampa di Basilicata, Angelo Oliveto, ha concluso l'assemblea annuale che si è svolta venerdì 19 giugno 2026 nel chiostro comunale di Avigliano (Potenza). Un'associazione che «in anni non facili di sacrifici e di decisioni sofferte, di scelte coraggiose fatte sempre ed esclusivamente nell'interesse della categoria continua ad aumentare il numero degli iscritti mantenendo, grazie a un lavoro attento e oculato, il bilancio in positivo», ha evidenziato Oliveto.
La formazione, i nuovi strumenti tecnologici, l'assenza di ricambio generazionale e la perdita di attrattività della professione, e soprattutto la dignità del lavoro e la situazione sindacale in Basilicata, «dove è in atto una vera e propria desertificazione dell'informazione», sono gli altri temi affrontati dal presidente Oliveto nella sua relazione. «La chiusura di molte testate storiche, con le redazioni rimaste vuote - ha sottolineato - è compensata solo in piccola parte dalla nascita di giornali online, dato che solo alcuni si aprono a un confronto con il sindacato e applicano un contratto giornalistico. Proponiamo di attuare la legge sull'editoria e garantire fondi alle sole aziende che applicano i contratti giornalistici».
L'assemblea, aperta dai saluti del sindaco di Avigliano Giuseppe Mecca, ha visto un ampio e partecipato dibattito. Sulle questioni contrattuali si è soffermata la segretaria generale della Fnsi Alessandra Costante, presente ai lavori assieme al direttore Tommaso Daquanno.
In una trattativa difficile per il rinnovo del contratto, fermo da troppo tempo, la Federazione nazionale della Stampa italiana si batte per dare dignità alla professione. «Non regaleremo i giovani agli editori», ha scandito la segretaria generale commentando la richiesta della controparte datoriale di diminuire, per i nuovi ingressi, il costo del lavoro del 22%. Gli adeguamenti salariali, l'equo compenso, la negoziazione sulla vendita dei contenuti editoriali agli 'over the top', ovvero ai colossi del web, l'inserimento delle professioni che si occupano dell'online (come i social media manager), un richiamo all'intelligenza artificiale come strumento a supporto, e non in sostituzione, del lavoro del giornalista sono alcune delle richieste che la Fnsi ha portato al tavolo con gli editori.
«La riduzione sterile del costo del lavoro, quella effettuata soltanto con i prepensionamenti, non è una soluzione. Enon è purtroppo una sorpresa - ha concluso Costante - che l'Italia si collochi al 56° posto nel rapporto 2026 di Reporter Senza Frontiere sulla libertà di stampa, viste anche le continue querele temerarie che congelano l'informazione».
L'assemblea, che si è celebrata nel ricordo dei colleghi recentemente scomparsi, ha approvato all'unanimità il bilancio e la relazione del presidente. (mf)