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Cpo-Fnsi 25 Mag 2007

Col bilancio di genere riflettori accesi su ingiustizie e disparità La Cpo/Fnsi lo chiede anche per gli istituti di categoria

Il bilancio di genere è una splendida occasione per toccare con mano lo squilibrio e gli sprechi negli investimenti di risorse finanziarie ed umane.

Il bilancio di genere è una splendida occasione per toccare con mano lo squilibrio e gli sprechi negli investimenti di risorse finanziarie ed umane.

Se anche i nostri enti di categoria provvedessero ad inserirlo fra le loro buone abitudini, molti o per lo meno tutti quelli in buona fede potrebbero avere la prova provata dell'arretratezza in materia "anche" delle nostre istituzioni. Che incide non solo sulla rappresentanza, ma anche sulla scelta delle politiche e sulle priorità negli obiettivi di piattaforme contrattuali, proposte legislative, indirizzi di spesa... La Cpo Fnsi quindi pone formalmente a tutte i nostri enti/associazioni - sindacato in primis - la richiesta di inserire il bilancio di genere già sin dal loro primo bilancio raggiungibile. A tal fine condividiamo in gran parte e facciamo nostre le indicazioni della sottosegretaria (ai Diritti e alle Pari opportunità) Donatella Linguiti al forum della Pubblica amministrazione e le segnaliamo la nostra presa di posizione. La rigidità dei modelli organizzativi del lavoro, che hanno il tempo e non i tempi e le capacità come misura di valutazione dell'impegno e che non tengono in alcun conto l'addizionale carico (e l'iniqua distribuzione) del lavoro sociale e l'aggiornamento storico dei ruoli, mantengono il Paese, la sua cultutra e anche la sua informazione in una condizione di arretratezza. Oltre che di asimmetrica ingiustizia nella distribuzione fra i sessi delle opportunità. Citando la sottosegretaria di stato: “Il criterio di genere deve diventare un principio ordinatore di politiche pubbliche che non sono affatto neutre. Bisogna pensare a una valutazione dell’impatto di queste politiche su entrambe le componenti maschile e femminile sulla comunità, avviare studi sulle asimmetrie di sesso e promuovere ovunque, lo suggeriremmo anche al privato, il bilancio di genere. Il bilancio di genere è infatti uno strumento importante, che non solo permette di indirizzare meglio la spesa pubblica definendo precisamente i bisogni dei suoi destinatari, ma evita lo spreco di risorse che si realizza, sempre, quando non sono definiti precisamente e differenziati i bisogni della comunità. Una scelta, inoltre, che è l’unica che ci consenta di attivare un percorso reale di democrazia nel nostro paese, non a caso già ampiamente raccomandata dalla IV Conferenza Mondiale sulle Donne di Pechino del 1995”.

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