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Un momento del servizio del Tg2 sulla conferenza stampa del sindaco Brugnaro
La polemica 15 Nov 2019

Venezia, l'Usigrai: «Il sindaco Brugnaro nuovo inviato del Tg2? Pessima pagina di televisione»

Il primo cittadino mandato in onda al telegiornale delle 13 del 14 novembre con in mano un microfono della Rai, senza mediazione giornalistica. «Perché non si è ritenuto di avvalersi della professionalità di un giornalista per porre domande e raccogliere informazioni?», chiedono i rappresentanti sindacali.

«Per un attimo abbiamo pensato a un nuovo assunto in Rai. Poi abbiamo visto meglio e abbiamo capito: il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, con in mano un microfono della Rai, mandato in onda, così a caso, in diretta durante il Tg2 delle 13.00 del 14 novembre. Ma il massimo è stato raggiunto quando, poco dopo, in un altro collegamento sempre a caso, è stato mandato in onda il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che, sempre al microfono Rai retto dal sindaco di Venezia, rispondeva alle domande fatte dallo studio di una tv concorrente». È quanto evidenzia l'esecutivo dell'Usigrai che, in una nota, aggiunge: «Prima ancora che una questione politica, qui siamo di fronte a pessima televisione e pessima informazione che non può appartenere al Servizio Pubblico».

Proseguono i rappresentanti dei giornalisti Rai: «Cosa hanno capito i telespettatori? Perché il Tg2, a differenza di altre testate tra cui la Tgr, ha scelto di mandare in onda la diretta, a caso e senza alcuna mediazione giornalistica come è richiesto a chi deve fornire una corretta e completa informazione? Qual è l'informazione fornita da quei due spezzoni di una conferenza stampa? Perché, nonostante fosse ampiamente programmata, non si è ritenuto di avvalersi della professionalità di un giornalista per porre domande e raccogliere informazioni? Da sempre contestiamo un ruolo limitato di 'giornalisti reggimicrofono' del politico di turno... siamo forse di fronte al passo successivo in cui si pensa di poter fare a meno del giornalista? L'ansia di offrire un microfono, in questo caso anche letteralmente, ad una qualsiasi parte politica – conclude l'Usigrai – spesso produce cattiva televisione».

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