«Le regole per l'uso dei social in Rai ci sono. Sono state affinate negli anni, anche integrando il Codice Etico con le osservazioni formulate dalla Commissione parlamentare di Vigilanza. Al tema il Cda ha dedicato su mia richiesta una approfondita discussione nella seduta del 16 ottobre scorso. Nessun dubbio sul fatto che debba farne uso responsabile e non sconsiderato ogni dipendente Rai, tanto più se ricopre ruoli da dirigente». Il consigliere di amministrazione Roberto Natale interviene così, con una nota diffusa lunedì 5 gennaio 2026, in merito alle polemiche suscitate da alcuni post del vicedirettore di Rai Sport, Riccardo Pescante.
«Chi deve intervenire intervenga, senza permettere che l'irresponsabilità di qualcuno danneggi l'immagine di tutta la Rai», prosegue Natale.
Il 26 dicembre scorso Pescante ha postato un'immagine in cui si scorge la fiamma tricolore del Movimento sociale italiano e, sotto, il commento: «Le radici profonde non gelano». Un'attestazione di appartenenza che il vicedirettore di Rai Sport ha deciso così di non celare, scatenando le reazioni delle opposizioni in commissione di Vigilanza e non solo.
«Scorrendo i profili social pubblici di qualche dirigente Rai ci si accorge di come ci sia un disperato bisogno di almeno due cose: urgenti corsi di formazione sull'uso consapevole dei social network e un attento ripasso dei vari codici aziendali di comportamento», commenta la Slc Cgil nazionale.
«Un dirigente del servizio pubblico radiotelevisivo ha il diritto di avere proprie idee politiche ma ha il dovere di evitare di trascendere - prosegue la nota -. Questo dovrebbe valere per tutti, a maggior ragione per chi occupa posizioni dirigenziali in un'azienda che, non molto tempo fa, ha avuto un ruolo decisivo nel contribuire alla costruzione di un comune senso del rispetto, della misura e soprattutto dei valori democratici della nostra Repubblica».
Per Slc Cgil, «se il vicedirettore di Rai Sport Riccardo Pescante non avverte l'esigenza di recuperare questa misura ci auguriamo che in Rai ci sia ancora qualcuno che voglia farlo a tutela del servizio pubblico e dell'immagine dell'azienda». (mf)