«La Rai sceglie il comportamento antisindacale pur di non pubblicare il comunicato dell’Usigrai che chiede ai vertici dell’azienda di assumersi la responsabilità di quanto accaduto, per la credibilità, la difesa, il rispetto e la dignità della Rai e di chi ogni giorno ci lavora». È quanto denuncia il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico in una nota diffusa sabato 7 febbraio 2026.
«Non vuole il vertice della Rai che il sindacato difenda pubblicamente, con gli strumenti di legge, la professionalità e l’impegno di chi sta rendendo possibile il racconto delle Olimpiadi nonostante quanto accaduto nella telecronaca della cerimonia di apertura», incalza l'Usigrai, che poi ripropone il testo del comunicato che l'azienda si è rifiutata di mandare in onda, in violazione di quanto previsto dal contratto.
Eccolo di seguito:
"L’imbarazzante telecronaca del Direttore di Raisport per la cerimonia di apertura dei giochi olimpici colpisce la credibilità dell’azienda di servizio pubblico e di chi ci lavora.
L’ Usigrai difende l’impegno e il lavoro di colleghe e colleghi della Rai che con professionalità stanno rendendo possibile il racconto di un evento sportivo di portata mondiale come le Olimpiadi e anche la dignità di chi, dopo le polemiche seguite alla conferenza stampa di presentazione, ha fatto un passo di lato rinunciando alla telecronaca.
Il vertice aziendale, ancora in silenzio dopo tre voti di sfiducia al Direttore, uno a Rainews e due da parte dei giornalisti di RaiSport, non può fare finta di nulla e deve assumersi fino in fondo le responsabilità delle proprie scelte".
L'Usigrai torna sulla vicenda il giorno dopo, domenica 8 febbraio, con una seconda nota. «La rassegna stampa di oggi è impietosa», rileva. «Ironia diffusa, polemiche, amarezza degli atleti con tanto di richiesta ufficiale di scuse. La telecronaca della cerimonia di apertura dei Giochi, del tutto inadeguata, ha scontentato tutti. Ma i vertici aziendali restano trincerati dietro un imbarazzante silenzio. Quello che si prova ad imporre anche all'Usigrai negando la lettura di un comunicato che difende l'immagine delle giornaliste e dei giornalisti Rai», incalza il sindacato.
«Una difesa – proseguono i rappresentanti sindacali – che il vertice aziendale non può fare, perché sa bene che è principalmente sua la colpa di questa figuraccia. Sostenere che non sia 'materia sindacale' difendere la dignità di chi orgogliosamente lavora in Rai è un'offesa alla reputazione dei suoi dipendenti, oltre che una violazione dei diritti. Ed è ingenuo pensare di nascondere la ripetuta difesa dell'azienda nei confronti del Direttore, in risposta a tre voti di sfiducia espressi in appena tre mesi verso Petrecca da parte di giornaliste e giornalisti di due testate del Servizio Pubblico. Non servirà».
Infine, «a quanti hanno paura che i cittadini sappiano di chi è la responsabilità di questo duro colpo inferto alla reputazione della Rai, noi diciamo: è troppo tardi. Perché i cittadini – conclude l’Usigrai – lo hanno già capito».
Al fianco del sindacato dei giornalisti Rai anche l’Associazione Stampa Romana, pronta a valutare con la Fnsi e l'Usigrai le azioni da intraprendere. «Dopo la sconcertante diretta della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina – rileva il sindacato regionale – la Rai nega, violando le norme del contratto collettivo di lavoro giornalistico, la lettura di un comunicato sindacale sulla vicenda, che ha gettato un clamoroso discredito sul servizio pubblico: un atto gravissimo, illegittimo e immotivato, una goffa e arrogante censura». (mf)