Insulti, spintoni, acqua gelida. Tre troupe della Rai, ma anche alcuni giornalisti stranieri, sono stati aggrediti a Crans-Montana, dove erano impegnati a seguire gli sviluppi della strage di Capodanno. La prima aggressione è avvenuta nel pomeriggio di lunedì 5 gennaio 2026 davanti a uno dei tre locali dei coniugi Moretti, gestori del bar Le Constellation. A subirla Domenico Marocchi, inviato di Uno Mattina News, e Alessandro Politi, di Storie Italiane, insieme ai filmaker Riccardo Nava e Giovanni Curró.
«Da un'auto, da cui proveniva musica rap ad altissimo volume, sono uscite tre persone che hanno iniziato ad intimidirci e insultarci. Stavamo per andare via quando sono arrivate altre sette persone», ha raccontato Marocchi a Uno Mattina. Il giornalista ha anche riconosciuto tra loro gli autori di un'altra aggressione ai danni degli inviati del Blick, quotidiano svizzero in lingua tedesca.
Aggredita, in un altro episodio, anche una troupe di Ore 14. «La giornalista Francesca Crimi - ha reso noto la trasmissione di Rai 2 - era insieme a Marco Bonifacio quando una persona vicina ai proprietari di Le Constellation ha aperto una pompa che aveva in mano contro la giornalista bagnandola completamente con acqua gelida».
Ai colleghi vittime delle aggressioni va la solidarietà della Federazione nazionale della Stampa italiana, dell'Usigrai e dell'Associazione Stampa Romana. Il sindacato dei giornalisti Rai si schiera al fianco del collega Domenico Marocchi e a tutta la troupe di Uno Mattina. «Insieme a loro minacciati anche due colleghi di Storie Italiane, a cui va la nostra vicinanza», prosegue l'Usigrai, che chiede «alle autorità italiane e a quelle svizzere di fare chiarezza sull'accaduto e garantire l'incolumità delle tante colleghe e colleghi presenti sul posto della strage. Il problema - conclude il sindacato - non è chi racconta come sono accaduti i fatti, ma chi ha causato la morte di decine di ragazze e ragazzi».
Anche l'Associazione Stampa Romana esprime «solidarietà ai colleghi Rai impegnati a raccontare la tragedia di Crans-Montana che sono stati aggrediti e minacciati. Un'intimidazione grave e inaccettabile - incalza il sindacato regionale - su cui va fatta chiarezza. Le autorità svizzere garantiscano l'incolumità dei giornalisti e l'esercizio del diritto di cronaca».
Su richiesta del ministro degli Esteri Tajani, l'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha sollecitato la polizia cantonale del Vallese a «rafforzare la vigilanza a tutela dell'incolumità dei media italiani». (mf)