«Un ministro della Repubblica che paventa la riduzione del canone, l'ad della Rai che si vanta della perdita di ascolti di una rete, a beneficio di una concorrente che da tempo si vanta di fare "Servizio Pubblico" e dove "casualmente" sono approdati diversi volti noti di Rai 3. A questo si aggiunge l'inspiegabile progetto di dismissioni avviato con il piano immobiliare, che prevede vendite di beni di proprietà aziendale e trasferimenti delle sedi in locali in affitto, oltre alla perdita di beni di inestimabile valore storico e culturale. Anche in questo caso tre indizi faranno una prova? Siamo di fronte a un disegno che vuole indebolire la Rai Servizio Pubblico, in previsione del rinnovo della concessione previsto nel 2027?». Lo domanda l’Usigrai in una nota diffusa giovedì 11 giugno 2026.
Il comunicato prosegue: «Come giornalisti, dipendenti e cittadini, siamo fortemente preoccupati da questi segnali. Non staremo a guardare mentre assistiamo al progressivo indebolimento dell'azienda e a nubi nere che si addensano sul futuro della Rai».
L’Usigrai conclude: «Chiediamo chiarezza e garanzie sul ruolo della Rai Servizio Pubblico, sugli obbiettivi del piano industriale e immobiliare e sul piano dell’informazione, di cui si è persa ogni traccia». (anc)