Atto vandalico durante la notte fra domenica 3 e lunedì 4 maggio 2026 alla sede del Piccolo di Trieste. Ignoti sono entrati nella sede di via Mazzini del quotidiano triestino dopo aver forzato la porta, danneggiando l'impianto elettrico, svuotando un estintore sul pavimento e strappando un'insegna del giornale.
Indagini sono in corso da parte della polizia scientifica e della Digos che non esclude un collegamento con l'incendio di probabile natura dolosa appiccato nel tardo pomeriggio del giorno prima in una zona del Carso, dove si trovano i ripetitori della Rai, che non sono stati intaccati dalle fiamme.
Solidarietà ai giornalisti del quotidiano arriva dal presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, da politici regionali e nazionali.
Al fianco dei colleghi anche l'Assostampa Fvg, insieme con la Fnsi, il Sindacato Giornalisti Veneto, i Cdr delle redazioni di lingua italiana e di lingua slovena della Rai del Friuli Venezia Giulia, che in una nota esprimono «ferma condanna» per l'atto vandalico.
«In una società democratica - scrivono i Comitati di redazione - non può esserci spazio per l'intimidazione nei confronti di chi fa informazione. Esprimiamo piena vicinanza alle colleghe e ai colleghi del Piccolo e auspichiamo che le autorità facciano piena luce sull'accaduto. Ricordiamo che, proprio a causa delle crescenti minacce ai cronisti, l'Italia è recentemente scivolata al 56° posto nella classifica mondiale della libertà di stampa».
Anche il Sindacato veneto auspica «che forze dell'ordine e magistratura individuino in breve i responsabili dell'azione criminale». (mf)