È stata ripristinata temporaneamente, venerdì 24 aprile 2026, la scorta al giornalista Mimmo Rubio. È una decisione che la Federazione nazionale della Stampa italiana e il Sindacato unitario giornalisti della Campania accolgono con sollievo. Più volte la Fnsi aveva segnalato agli organismi competenti e con dossier dettagliati la situazione di pericolo per l'incolumità del collega nel Comune di Arzano.
Sono, infatti, aperti più procedimenti sulle minacce subite dal giornalista da parte del clan della "167", e alcuni di questi sono stati aperti dopo le dichiarazioni di alcuni pentiti che hanno confermato che l'ordine di intimidire il cronista è stato dato dal boss della zona.
Evidenze di fronte alle quali la revoca della protezione appariva come una incomprensibile forzatura in un territorio ancora fortemente dominato da quella stessa cosca e nel quale dall'inizio dell'anno ci sono già stati due agguati mortali. Del resto, lo stesso Prefetto di Napoli da una parte ritiene che non ci siano pericoli che giustifichino la scorta per Rubio dall'altra dichiara Arzano "zona rossa" in base al decreto Sicurezza.
L'auspicio del sindacato è che sul caso ci sia una seria e approfondita riflessione da parte degli organismi preposti e che sia garantita con continuità la sicurezza del giornalista e con essa la possibilità di continuare a denunciare quanto avviene ad Arzano.