«Noi stiamo incalzando gli editori per avere il nuovo contratto che regola i rapporti di lavoro. È un contratto necessario, indispensabile. Dentro questo contratto ci sono le nostre tutele e i nostri diritti, oltre a una rivendicazione economica e salariale, perché i nostri stipendi sono calati del 20%, erosi dall'inflazione. Per questo, a meno che non intervengano a breve delle novità, confermiamo lo sciopero del 16 aprile». Lo ha affermato Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, durante la manifestazione organizzata con l'Ordine dei giornalisti e l'Associazione Stampa Subalpina svoltasi mercoledì 1° aprile 2026 a Torino, in piazza Castello, per il rinnovo del contratto giornalistico scaduto da oltre dieci anni, per l'equo compenso dei freelance e per il futuro dell'informazione.
Il presidio è stato organizzato anche per esprimere la vicinanza del sindacato a giornaliste e giornalisti interessati dalle tante vertenze in atto nel mondo dell'editoria italiana.
«Dopo lo sciopero del 27 marzo - ha spiegato Costante - dagli editori silenzio totale. La loro scommessa è che gli scioperi non riescano e che quindi la categoria si sfaldi, ma avranno una pessima sorpresa perché la categoria è forte e unita. Anzi non è mai stata tanto unita come in questo momento perché sotto sulla stessa bandiera ci sono tante rivendicazioni salariali, di tutele, di diritti, che vogliamo portare avanti tutte insieme. Siamo in piazza, lavoratori autonomi e dipendenti, a chiedere anche l’equo compenso per i giornalisti freelance e dignità per la professione tutta».
In piazza era presente anche il Comitato di redazione della Stampa, da poco ceduta da Gedi al gruppo Sae: «Attraversiamo una fase molto delicata e difficile della nostra storia ultracentenaria. Le trattative con il nuovo editore sono in corso, Sae non ha ancora presentato il piano industriale. Aspettiamo garanzie occupazionali, salariali, editoriali», ha detto Giovanna Favro del Cdr. Al presidio hanno partecipato anche le Rsu della sede Rai di Torino, che hanno espresso preoccupazione «per la vendita del Palazzo della Radio di via Verdi, dove è nata la radiofonia nazionale».
«La manifestazione nazionale a Torino – ha sottolineato Silvia Garbarino, segretaria dell’Associazione della Stampa Subalpina, nel suo intervento di apertura - ha ribadito quanto la categoria dei giornalisti sia compatta e unita non solo al momento dello sciopero: la piazza ha ribadito che la dignità del lavoro dei dipendenti e dei freelance non è contrattabile al ribasso. Non ci mancano tempo e forza per ribadirlo in ogni ambito e a ogni livello». Al presidio erano presenti il presidente della Fnsi Vittorio di Trapani e il segretario Usigrai Daniele Macheda, rappresentanti dell’amministrazione comunale di Torino, insieme con le delegazioni delle associazioni regionali di stampa di Sicilia, Campania, Basilicata, Lazio, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta, i vertici dell’Inpgi, Mimma Calligaris in rappresentanza dell’Ussi e il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte Stefano Tallia. (anc)