CERCA
Cerca nelle notizie
Dal
Al
Cerca nel sito
La locandina della manifestazione
Lavoro autonomo 25 Mar 2026

Equo compenso, giornalisti in piazza il 9 aprile a Roma. Odg Lazio: «Subito le tabelle»

L’appuntamento, promosso dall’Ordine regionale, è fissato per le 9:45 in via San Nicola De’ Cesarini.

L’Ordine dei giornalisti del Lazio, in una nota diffusa martedì 24 marzo 2026, ha annunciato una manifestazione in programma il 9 aprile davanti al Ministero della Giustizia «per chiedere che vengano al più presto ufficializzate le tabelle sull’equo compenso. La protesta, alla quale sono stati invitati tutti i Presidenti degli Ordini regionali, il Cnog, la Fnsi, Stampa romana, e i vertici di tutti gli altri organismi di categoria “arriva dopo troppi anni di attesa – spiega il presidente dell’Ordine del Lazio Guido D’Ubaldo – e siamo stanchi di aspettare. Ogni Ordine regionale viene sollecitato di continuo dai colleghi ad esprimere pareri sulla congruità dei compensi che ricevono e noi non riusciamo a rispondere in attesa di queste tabelle”». L’appuntamento è fissato per le 9:45 in via San Nicola De’ Cesarini.

La nota prosegue: «Non si riesce a capire il motivo di tanto ritardo da parte del ministero, osserva il Presidente del Consiglio dell’Ordine del Lazio soprattutto alla luce della crisi che sta attraversando l’editoria. Oltre alla protesta davanti al ministero della Giustizia, infatti, l’Ordine dei Giornalisti del Lazio chiede ai Presidenti delle Camere di ricevere una delegazione per far presente la sempre più complessa situazione che si vive nelle redazioni».

L’Odg regionale sottolinea poi che «il contratto di categoria è fermo da 12 anni, tanto che la Fnsi ha dovuto proclamare due giorni di sciopero, il 27 marzo e il 16 aprile, vista anche l’irremovibilità mostrata dalla Fieg ad andare incontro alle richieste della categoria; la riforma dell’Ordine è chiusa da varie legislature nei cassetti delle Commissioni parlamentari competenti; precarietà e mancate assunzioni continuano a rendere sempre più difficile il compito di informare. Un compito che le più alte cariche dello Stato continuano a definire “fondamentale per la tenuta della democrazia”». Per questo, incalza D’Ubaldo, «abbiamo deciso di far sentire forte e chiara la nostra voce di protesta e per questo chiediamo ai vertici del Parlamento di essere ascoltati. Se vogliamo salvaguardare la libertà di stampa e il diritto ad essere informati si deve agire. Ora». (anc)

@fnsisocial

Articoli correlati

Newsletter