«Risibile considerare poco costruttiva la posizione di un sindacato che per due anni si è seduto al tavolo del rinnovo contrattuale facendo proposte concrete come, ad esempio, l'inserimento di tutte le figure che servono all'informazione online e all'informazione di qualità declinata sui canali social, oltre ovviamente alle richieste economiche di recupero dell'inflazione che la Fnsi conferma». Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, risponde così alla replica della Fieg al comunicato che il sindacato ha chiesto ex articolo 34 di pubblicare e leggere in video venerdì 27 marzo 2026.
«Considerare gli scatti di anzianità una sorta di ammortizzatore per l'inflazione – incalza – significa voler demolire il contratto dalle sue fondamenta. Evidentemente con gli editori della Fieg bisogna mettersi d'accordo sul glossario. Per la Federazione nazionale della Stampa modernizzazione significa nuove figure professionali, regolamentazione dell'intelligenza artificiale, recupero del diritto d'autore sugli over the top, una più civile normativa contrattuale per gli articoli 2 e 12; per gli editori significa un taglio lineare del 22% sui nuovi assunti, oltre a sforbiciate varie agli istituti contrattuali già in vigore».
La Fnsi «non solo - conclude Costante - non ha rotto unilateralmente le trattative, ma prima di Natale, quando avrebbe potuto indire un secondo giorno di sciopero, ha accettato l'invito da parte della Fieg al tavolo, al quale gli editori si sono presentati con una proposta addirittura peggiorativa». (mf)