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L'ultimo numero de l'Unità uscito in edicola il 7 luglio 2026
Editoria 11 Ago 2026

«L'Unità deve tornare a casa», il Pd: «Pronti ad acquistare subito la testata»

Il partito di Elly Schlein fa sapere di aver esaminato «anche soluzioni transitorie, fino a un affitto pluriennale con un percorso certo e vincolante verso il riscatto finale» e, a differenza del passato, di non cercare investitori: «Siamo nelle condizioni di acquistare e rilanciare il giornale».

«L'Unità deve tornare a casa. Da oltre un anno il Partito democratico lavora perché l'Unità torni nella disponibilità della comunità politica alla quale la sua storia è  legata. Lo abbiamo fatto con discrezione, serietà e prudenza. Oggi, dopo la sospensione delle pubblicazioni, sentiamo il dovere di dire con chiarezza che la nostra disponibilità è piena e concreta». Lo scrive il Pd sul proprio sito web e sui social martedì 11 agosto 2026.

«Siamo pronti ad acquistare subito la testata a un prezzo superiore a quello dell'acquisto all'asta del 2022 - prosegue il post -. Una proposta limpida: l'Unità torna al Partito democratico, senza compartecipazioni societarie. Abbiamo esaminato anche soluzioni transitorie, fino a un affitto pluriennale con un percorso certo e vincolante verso il riscatto finale. A differenza del passato, non cerchiamo investitori perché siamo nelle condizioni di acquistare e rilanciare il giornale. Possiamo assumere questo impegno perché in questi tre anni di segreteria Schlein abbiamo rimesso in sicurezza il Pd».

Una solidità che - si legge poco dopo – il partito intende investire «in buona politica: per riaprire sedi, sostenere l'organizzazione e ricostruire strumenti di partecipazione, informazione ed elaborazione culturale, per le nostre campagne sulla sanità pubblica e la scuola, sul salario minimo e il lavoro dignitoso, sulle politiche industriali e la transizione ecologica».

Per questo «accogliamo volentieri l'appello rivolto a Romeo e al Pd da tante personalità della cultura e dell'informazione: da Edith Bruck a Dacia Maraini, Gad Lerner, Nadia Urbinati, Anna Foa, Moni Ovadia, Ivano Fossati e molti altri. Perdere la voce dell'Unità - si rimarca ancora - sarebbe un impoverimento per tutta la sinistra italiana. Negli ultimi tre anni le Feste dell'Unità sono passate da circa 200 a più di 500. Una comunità è tornata a incontrarsi, discutere, organizzarsi. Vogliamo restituire a quelle feste anche il loro giornale, nello spirito indicato da Antonio Gramsci; cioè non un bollettino di partito ma uno strumento attento a raccogliere le voci e le opinioni di una larga parte del Paese».

Infine, «la nostra proposta è sul tavolo. Prima che si imbocchino altre strade - concludono dal Pd - ci auguriamo che prevalga la volontà di riconsegnare l'Unità al suo popolo. Sarebbe bello poter presentare la nuova Unità già nei giorni di settembre alla Festa nazionale di Reggio Emilia. Non per nostalgia. Ma perché una sinistra che vuole cambiare il Paese ha bisogno anche di luoghi nei quali costruire idee, cultura e pensiero». (mf)

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