I giornalisti di quotidiani, periodici, agenzie di stampa, testate web, televisioni e radio a diffusione nazionale si asterranno dal lavoro venerdì 27 marzo 2026, per 24 ore.
I giornalisti scioperano contro la chiusura degli editori della Fieg alle richieste avanzate dal sindacato al tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto, scaduto da ormai 10 anni, richieste che riguardano sia i lavoratori dipendenti sia i colleghi lavoratori autonomi.
La Fnsi chiede dignità per il lavoro giornalistico e garanzie per il futuro dell'informazione.
In previsione dello sciopero, la Federazione nazionale della Stampa italiana ha redatto le risposte ad alcune domande frequenti (Faq), alle quali i Comitati di redazione e i colleghi possono far riferimento in caso di dubbi.
Cdr e fiduciari possono, inoltre, sempre rivolgersi alle Associazioni regionali di Stampa competenti per territorio, che in occasione della giornata di mobilitazione stanno anche organizzando iniziative nelle principali città italiane.
Alcuni dei quesiti affrontati: lo sciopero può essere impedito o limitato dal datore di lavoro? Chi può scioperare? Bisogna dare preavviso dello sciopero all'azienda? Si può essere sanzionati se si sciopera?
Tutti i chiarimenti per esercitare quello che è un diritto costituzionale dei lavoratori sono stati inviati dalla Federazione della Stampa ai componenti dei Comitati di redazione delle aziende che applicano il contratto Fieg-Fnsi.
Le Faq sono riportate anche di seguito:
Durante lo sciopero, le aziende editoriali possono utilizzare gli stagisti per sostituire i giornalisti assenti per sciopero?
Assolutamente no. Le aziende editoriali non possono mai utilizzare gli stagisti in prestazioni di lavoro. Lo stagista non può svolgere, infatti, alcuna attività lavorativa, utilizzabile nella produzione del giornale, poiché - come più volte segnalato dalla FNSI - qualsiasi prestazione lavorativa giornalistica in redazione è di esclusiva competenza di giornalisti con rapporto di lavoro subordinato; di conseguenza, non è possibile sostituire giornalisti assenti per sciopero con stagisti, i quali, nel loro percorso formativo, non possono essere utilizzati ai fini della produzione giornalistica.
Che tipo di diritto è lo sciopero?
Lo sciopero è un diritto costituzionale individuale esercitabile in forma collettiva nell’ambito delle leggi che lo regolano (art. 40 della Costituzione).
L’esercizio del diritto allo sciopero può essere impedito o limitato dal datore di lavoro?
No. In base all’art. 28 dello Statuto dei lavoratori, ogni comportamento del datore di lavoro diretto a limitare o impedire l’esercizio del diritto di sciopero e dell’attività sindacale può essere denunciato dalle organizzazioni sindacali territoriali e, quindi dalle Associazioni Regionali di Stampa, davanti al Tribunale del Lavoro per condotta antisindacale.
Chi può scioperare il 27 marzo 2026?
Il 27 marzo 2026 tutte le giornaliste e i giornalisti dipendenti ai quali viene applicato il CNLG FIEG-FNSI possono scioperare e astenersi dalla giornata di lavoro.
È necessario essere iscritti alla FNSI per scioperare?
No. Non è necessario essere iscritti alla FNSI per scioperare. Il diritto di sciopero è un diritto costituzionale individuale e può essere esercitato da chiunque lavori.
I Cdr devono preavvisare l’azienda dello sciopero e della loro adesione?
No. I Cdr non devono preavvisare l’azienda della giornata di sciopero né della loro adesione. Il preavviso avviene con la proclamazione dello sciopero da parte della FNSI.
L’azienda può impedire al Cdr la pubblicazione dei comunicati della FNSI?
No. In base al paragrafo sui comunicati sindacali dell’art. 34 del CNLG FIEG-FNSI, le aziende editoriali acconsentono all’impegno di pubblicare i comunicati ufficiali della FNSI sui mezzi di informazione di tutto il territorio nazionale.
A chi va richiesta la pubblicazione dei comunicati della FNSI?
Al direttore. Il Comitato di redazione e il coordinamento dei comitati possono chiedere almeno tre ore avanti la chiusura della prima edizione al direttore, o a chi lo sostituisce, l’inserimento dei loro comunicati sulle pubblicazioni dell’azienda. Il sindacato del direttore del giornale, sul contenuto di tali comunicati, dovrà limitarsi solo agli aspetti che investono la sua responsabilità di fronte alla legge.
Cosa bisogna fare nel caso in cui il direttore e/o l’azienda rifiutino la pubblicazione dei comunicati della FNSI?
In caso di dissenso sull’opportunità della pubblicazione dei comunicati della FNSI, è opportuno rivolgersi all’Associazione Regionale di Stampa competente per territorio. Infatti, sempre in base all’art. 34 del CNLG FIEG-FNSI, l’eventuale dissenso sull’opportunità della pubblicazione sarà risolto dal rappresentante statutario dell’Associazione regionale della stampa o, per quanto concerne le agenzie di stampa, della FNSI.
Il singolo giornalista deve preavvisare l’azienda dello sciopero e della sua adesione?
No. Il singolo giornalista non deve preavvisare l’azienda della giornata di sciopero né della sua adesione.
L’azienda può pretendere che il giornalista comunichi con preavviso la sua adesione allo sciopero?
No. Lo sciopero è un diritto costituzionale individuale esercitato in forma collettiva e non può essere condizionato in alcun modo dal datore di lavoro.
Si può essere licenziati o sanzionati se non si comunica di aderire allo sciopero?
No. Lo sciopero è un diritto costituzionale individuale esercitato in forma collettiva e non può essere condizionato in alcun modo dal datore di lavoro.
Si può essere licenziati o sanzionati se si sciopera?
No. Lo sciopero è un diritto costituzionale: se proclamato regolarmente, il datore di lavoro non può prendere provvedimenti disciplinari né licenziare chi partecipa.
La partecipazione richiede la presenza a un presidio o a una manifestazione?
No. Lo sciopero consiste nell’astenersi dal lavoro. Tuttavia, le Associazioni Regionali di Stampa organizzeranno manifestazioni sul territorio cui sarà importante partecipare.
Si può convertire un giorno di ferie, già programmato da tempo, in sciopero?
Se è già stato programmato un giorno di ferie per il 27 marzo p.v., si può decidere di mantenerlo oppure di convertirlo in giornata di sciopero, in quest’ultimo caso, senza correre il rischio di essere richiamati in servizio.
Anche i lavoratori autonomi o i collaboratori possono scioperare?
Nella loro autonomia lavoratori autonomi e collaboratori possono scegliere di astenersi dall’attività lavorativa, rinunciando al compenso corrispondente.