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Lo striscione del Cdr di Repubblica alla manifestazione Fnsi del 27 novembre 2025
Cdr 25 Mar 2026

Repubblica, il Cdr: «Attendiamo chiarimenti sugli annunciati piani di sviluppo»

I rappresentanti sindacali: «Speriamo che il primo incontro con la nuova dirigenza si svolga nei tempi più brevi possibili per rassicurare le colleghe e i colleghi che da nove mesi vivono col fiato sospeso in attesa di sapere che ne sarà del giornale dove lavorano e nel quale credono».

«Con il passaggio di Gedi da Exor al gruppo Antenna, per Repubblica si apre una nuova pagina della sua storia. Ma “Repubblica siamo noi”, le giornaliste e i giornalisti che, come diceva Eugenio Scalfari, dal primo giorno sono stati il cuore pulsante di questa testata. E che oggi prendono atto delle comunicazioni fatte dalla nuova proprietà confidando di poter avere al più presto chiarimenti rispetto agli annunciati piani di sviluppo del gruppo Gedi e della sua testata principale, in tutti i suoi assetti editoriali». Lo scrive il Cdr di Repubblica in una nota diffusa martedì 24 marzo 2026. «Accogliamo positivamente – proseguono i rappresentanti sindacali - le parole della Ceo Mirja Cartia d’Asero che, nella sua lettera di presentazione, ha scritto come “i valori fondanti” di Antenna Group siano “identità editoriale, autonomia giornalistica e pluralismo dell’informazione” assicurando: “Continueremo a investire nella qualità dei contenuti e nella valorizzazione delle competenze che rendono Gedi un punto di riferimento culturale del nostro Paese”».

Il Comitato di redazione. «in attesa di una convocazione formale della rappresentanza sindacale delle lavoratrici e dei lavoratori di Repubblica a un tavolo con l’azienda», si dice fiducioso «che queste parole si traducano rapidamente in fatti e che ci venga finalmente presentato quel piano industriale che abbiamo inutilmente chiesto e aspettato nel corso degli anni trascorsi con la vecchia proprietà. Speriamo, infine, che il primo incontro con la nuova dirigenza si svolga nei tempi più brevi possibili per rassicurare le colleghe e i colleghi che da nove mesi vivono col fiato sospeso in attesa di sapere che ne sarà del giornale dove lavorano e nel quale credono. Dopo l’incontro – conclude il Cdr - rivaluteremo in sede di assemblea di redazione le iniziative fin qui adottate a tutela dei nostri posti di lavoro e del futuro del giornale». (anc)

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