K Group, proprietaria di Antenna Group, ha annunciato nel pomeriggio di lunedì 23 marzo 2026 «l'acquisizione del 100% di Gedi» da Exor, «inclusi il quotidiano la Repubblica, i brand radiofonici Radio Deejay, Radio Capital, m2o, insieme a HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni». L'operazione «non include 'La Stampa', che - come Gedi ha recentemente annunciato - è stata oggetto di un accordo per la vendita al Gruppo Sae, insieme al suo centro stampa e alla rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale. Contestualmente è previsto un accordo per la cessione di Stardust, che viene esclusa dal perimetro dell'operazione», spiega ancora la nota dell'azienda.
«In nove anni – commenta Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi – si così è compiuta la parabola del gruppo Gedi. Doveva essere il più grande gruppo editoriale europeo, invece Elkann lo ha trasformato nella più grande cessione di testate che si sia mai vista in Italia. Con il passaggio dell'azionariato al greco Kyriakou e la cessione della Stampa a Sae il gruppo non esiste più. Restano le macerie e molti interrogativi sul perché dell'operazione cominciata nell'aprile 2017».
La Federazione nazionale della Stampa italiana «prende atto del passaggio di proprietà e si schiera al fianco dei colleghi di Repubblica così come è accanto a quelli della Stampa. In attesa di capire meglio, e oltre i pochi concetti espressi nelle comunicazioni societarie, come il nuovo editore intende il concetto di pluralismo dell'informazione e come vuole sviluppare la sua attività conformemente alle leggi italiane», la Fnsi «osserva che ancora una volta Elkann ed Exor hanno scelto la strategia della distrazione di massa, comunicando la cessione nel pomeriggio del referendum, quando tutto l'interesse della politica e della società italiana è rivolto ai risultati della consultazione. A cessione avvenuta – conclude la segretaria generale Costante – restano i temi della tutela del prodotto, a cominciare dal quotidiano cartaceo fino all'online e alle radio, del perimetro occupazionale e dei diritti dei giornalisti, sui quali la Fnsi non farà sconti all'editore che si affaccia adesso sul mercato italiano».
Sulla vicenda prende posizione anche l'Associazione Stampa Subalpina, che pure punta i riflettori sulle incertezze che restano sul piatto a cessione avvenuta. «La storia di Repubblica – scrive in una nota il sindacato regionale – umiliata in una di quelle giornate che per ogni quotidiano, ma ancora di più per il giornale fondato da Eugenio Scalfari e Carlo Caracciolo che ha fatto del racconto della politica il suo cuore, sono fondamentali, cioè quelle dove si tratta si raccontare un risultato elettorale».
Per la Subalpina, la cessione «chiude una pagina gloriosa per il Gruppo L'Espresso, smantellato di vendita in vendita durante questi anni di proprietà da parte di Exor. John Elkann sceglie di lasciare l'editoria italiana definitivamente e lo fa con una modalità che non può essere condivisa. Restano sul piatto tutte le incertezze per il perimetro occupazionale e la prospettiva editoriale che questo cambio di proprietà si porta dietro. La nostra vicinanza – conclude l'Assostampa – a tutti i dipendenti e collaboratori del gruppo Gedi: come già stiamo facendo per la Sentinella e La Stampa vigileremo perché le tutele dei giornalisti e dei lavoratori siano assicurati».
A seguito del completamento dell'operazione, Mirja Cartia d'Asero assumerà il ruolo di amministratore delegato del gruppo Gedi. Mario Orfeo, direttore del quotidiano dal 2024, «continuerà a ricoprire il suo ruolo alla guida di la Repubblica, garantendo continuità editoriale e gestionale, mentre Linus – conclude la nota aziendale – resterà alla guida delle attività radiofoniche».
Cdr La Repubblica: «Annuncio di vendita oggi è mancanza di rispetto per storia giornale. Nessuna considerazione per le richieste di garanzie occupazionali»
«Dopo una lunghissima gestazione, durata oltre nove mesi, Exor comunica la cessione del Gruppo Gedi ad Antenna Group proprio nelle ore in cui i giornalisti sono impegnati nel lavoro per raccontare la vittoria del No al referendum, momento assai importante per l'Italia intera e per il nostro giornale. Scegliere un giorno del genere è la finale mancanza di rispetto verso il giornale e la sua storia dell'ormai ex editore di Repubblica. Non sentiremo la sua mancanza». Lo scrive il Comitato di redazione de La Repubblica, in una nota.
«Dopo aver smembrato e venduto pezzo a pezzo uno storico gruppo editoriale, l'addio di John Elkann a Gedi avviene quindi nel peggiore dei modi, senza tenere in alcun conto nel contratto di compravendita le richieste di garanzie occupazionali per tutte le lavoratrici e i lavoratori, di perimetro e di rispetto dell'indipendenza e della collocazione del giornale per cui la redazione di Repubblica continuerà a battersi ricorrendo a qualsiasi strumento di lotta. Una richiesta di garanzie - continua la rappresentanza sindacale - che adesso riproporremo per intero al nuovo editore augurandoci che le belle intenzioni di sviluppo del gruppo Gedi ribadite nella prima nota stampa trovino realizzazione nel pieno rispetto dei livelli occupazionali, delle realtà delle redazioni locali, della storia di questo giornale. La nostra battaglia non è finita, ma continua». I giornalisti del quotidiano annunciano assemblea per martedì 24 marzo 2026. (mf)