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Un momento dell'incontro alla Camera per i 100 anni dell'Inpgi
Fnsi 25 Mar 2026

Informazione, Costante ai 100 anni dell'Inpgi: «Dagli editori nessun progetto per il futuro»

Dalle trattative per il rinnovo del contratto è emersa solo «la volontà della Fieg di risparmiare sul costo del lavoro», ha rilevato la segretaria generale Fnsi intervenendo alla Camera, mercoledì 25 marzo 2026, alle celebrazioni per il centenario dell'Istituto di previdenza. «Spero che 'sangue nuovo' tra gli editori porti anche a visioni nuove, anche perché - ha aggiunto - senza lavoro non c'è previdenza».

«Due giorni di sciopero (il 27 marzo e il 16 aprile 2026, ndr) per rivendicare i diritti dei giornalisti, sia lavoratori dipendenti che lavoratori autonomi. Il contratto di lavoro è scaduto da 10 anni, e da 10 anni manca anche l’equo compenso. Intanto i lavoratori dipendenti hanno subito l'erosione del potere d'acquisto degli stipendi dovuto all'inflazione, mentre collaboratori autonomi e partite Iva sono diventati sempre più poveri». Lo ha ribadito Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, intervenendo mercoledì 25 marzo 2026 alle celebrazioni per il centenario dell'Inpgi, nell'Aula dei gruppi parlamentari, a Roma.

All'inizio del confronto il vicepresidente di Inpgi, Mattia Motta, ha specificato che al dibattito «sono stati invitati anche gli editori, ma hanno declinato la proposta». Costante ha aggiunto che «l'editoria va finanziata meglio, ma senza sfruttare gli istituti di categoria, che hanno già dato. L'editoria può essere finanziata di più, ma non per fare prepensionamenti, piuttosto in modo che torni a fare utili. L'abbiamo proposto pure al tavolo contrattuale e ci hanno guardato come se fossimo extraterrestri».

La segretaria Fnsi ha poi lanciato l'allarme. «Mentre gli editori si stanno preparando a sfondare la legge sull'editoria trasformando le case editrici in fondazioni, stanno consumando l'omicidio perfetto sull'informazione. Prima – ha ammonito – hanno prosciugato l’Inpgi con la legge 416, ora stanno concentrando l'attenzione su una vecchia legge, la 45 del 1990, che permette ai lavoratori autonomi di andare in pensione a 63 anni. In grandissime aziende, non solo cartacee ma anche televisive, gli editori stanno dando buonuscite ricchissime ai colleghi che a 62 anni sono stanchi, che poi si iscrivono all'Inpgi e vanno in pensione a 63 anni da autonomi. Ma così che si crea un problema di sostenibilità a medio termine per l'istituto di previdenza».

Mentre sull'equo compenso per i lavoratori autonomi, Costante ha ricordato che «la Fnsi è tornata a chiedere agli editori, anche al tavolo istituito al Dipartimenti per l’informazione e l’editoria, un compenso davvero equo, proporzionato alle retribuzioni dei dipendenti: gli editori si sono presentati al tavolo davanti al governo con una proposta di equo compenso addirittura inferiore a quella annullata dal Consiglio di Stato nel 2016».

L’editoria è un settore in crisi, «lo sappiamo – ha rimarcato quindi la segretaria Fnsi – È una crisi che è stata vista arrivare da lontano, che sta desertificando l'informazione in Italia: possibile che l'unica soluzione degli editori sia quella di ridurre il costo del lavoro di collaboratori e partite Iva, di non rinnovare il contratto di lavoro? Significa che non credono nel futuro dell'informazione. Non hanno progetti per il futuro del settore».

Infine, «sono ottimista sui nuovi assestamenti editoriali – ha proseguito Costante – Spero che 'sangue nuovo' tra gli editori porti visioni nuove», anche «perché senza lavoro non c'è previdenza. E il trasferimento della funzione previdenziale del vecchio Inpgi all'Inps, per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, lo testimonia». (mf)

@fnsisocial

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