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Fnsi 17 Apr 2002

Rai: i nuovi direttori di reti e testate Natale (Usigrai): “E’ prevalsa la logica dell’appartenenza”

Rai: i nuovi direttori di reti e testate Natale (Usigrai): “E’ prevalsa la logica dell’appartenenza”

Rai: i nuovi direttori di reti e testate Natale (Usigrai): “E’ prevalsa la logica dell’appartenenza”

Rai: i nuovi direttori di reti e testate AGI. Questi i nuovi direttori di reti e testate nominati martedì 16 aprile dal CDA della Rai su proposta del direttore generale Agostino Saccà: RAIUNO: Fabrizio del Noce TG1: Clemente Mimun RAIDUE: Antonio Marano TG2: Mauro Mazza RAITRE: Paolo Ruffini TG3: Antonio di Bella TGR: Angela Buttiglione GR RAI: Bruno Socillo DIRETTORE RADIODUE E RADIOTRE: Sergio Valzania DIVISIONE RADIOFONIA: Marcello Del Bosco DIVISIONE 2 TV, CANALE 3 E OFFERTE COLLEGATE: Giuseppe Cereda Natale (Usigrai): “E’ prevalsa la logica dell’appartenenza” ANSA. “La logica dell’appartenenza ha trovato l’applicazione più piena. Il vertice Rai ha partorito le nomine componendo un puzzle nel quale le bandierine di partito sono state il criterio-guida delle scelte assai più dei progetti editoriali”. E' quanto ha affermato Roberto Natale dell'Usigrai. “Il metodo è pessimo - afferma Natale - e danneggia non solo la Rai, ma gli stessi professionisti nominati, che a dispetto delle loro storie sono stati considerati pedine multi-uso, buoni indifferentemente per una rete, una testata o una divisione. Ci auguriamo che il Presidente Baldassarre abbia il pudore di mettere da parte per qualche tempo le sue altisonanti dichiarazioni sull’autonomia dalla politica, dopo una trattativa segnata da pesantissimi interventi ed avvertimenti di soggetti esterni, che hanno imposto fra l’altro l’immotivata divisione del Tg3. Una trattativa che, per blindare gli accordi politici in maniera ferrea, si è estesa anche ai vicedirettori, con evidente violazione del contratto”. “Così pure consigliamo al Direttore Generale Saccà – ha affermato Natale – di archiviare i suoi dotti studi sull’offerta delle tre reti Rai: il bisogno di intercettare pubblici diversi si è dimostrato infinitamente meno importante del bisogno di avere il gradimento dei referenti politici. Al privato, organizzato in modo editorialmente coerente, la Rai risponde organizzandosi per lotti politici. Così il servizio pubblico rischia di essere schiantato”.

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