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L'intervento della segretaria generale Fnsi, Alessandra Costante
Iniziative 29 Apr 2026

Palermo, Fnsi all'assemblea Cgil contro mafie e corruzione: «Informazione parte di questa battaglia»

Ai lavori, mercoledì 29 aprile 2026, nell'aula bunker del carcere Ucciardone, anche la segretaria generale Alessandra Costante, Maurizio Landini, il presidente dell'Anm Giuseppe Tango, il figlio di Pio La Torre, Franco.

«La lotta alla mafia è costata cara ai giornalisti, caduti per il loro impegno ad essere testimoni di quella verità che è contenuta nella relazione di Pio La Torre. L'informazione nella lotta alla mafia è parte di questa battaglia contro la prevaricazione. I giornalisti hanno un ruolo importante nella battaglia per la legalità, scavano in profondità per trovare le notizie, orientano l'opinione pubblica». Lo ha detto Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, partecipando mercoledì 29 aprile 2026 a Palermo alla III assemblea nazionale della Cgil 'Contro mafie e corruzione'.

«I colleghi sotto scorta oggi sono oltre 20, a 250 sono assegnate misure di vigilanza. Dobbiamo pensare – ha aggiunto Costante – che un giornalista deve essere libero di fare il proprio mestiere. Libero anche da un punto di vista economico. Per questo quando la Fnsi chiede maggiori risorse per l'informazione lo fa anche per una questione di libertà di informazione. Se abbiamo imparato una lezione dai cronisti uccisi dalla mafia, dobbiamo difendere insieme la democrazia e l'informazione».

Dopo i saluti introduttivi di Mario Ridulfo, segretario della camera del lavoro di Palermo, e Franco La Torre, che ha ricordato l'impegno nella lotta alla mafia del padre Pio La Torre, e dopo l'insediamento alla presidenza di Alfio Mannino, Francesca Rispoli e Maurizio Viscione, la mattinata si è aperta con la proiezione del cortometraggio 'Dal maxiprocesso alla memoria: la storia dell'aula bunker'.

Fra gli interventi che si sono succeduti anche quelli della segretaria confederale della Cgil Lara Ghiglione, dell'ex procuratore nazionale antimafia e parlamentare M5s Cafiero de Raho; del presidente del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini; dell'europarlamentare Sandro Ruotolo; di Elisabetta Piccolotti, parlamentare di Avs; Annamaria Furlan, senatrice di Italia Viva; Rosy Bindi, già presidente della Commissione Antimafia.

«La lotta alla mafia è una lotta che si deve condurre in maniera unitaria», ha detto Bindi, ricordando che «già Pio La Torre nella sua relazione di minoranza della Commissione antimafia aveva indicato la mafia come un fenomeno delle classi dirigenti, una definizione innovativa allora, che ci accompagna ancora oggi», ma «oltre a essere questo, le mafie sono strutture che mirano al consenso».

Il leader della Cgil, Maurizio Landini, ha contestato «una serie di provvedimenti sbagliati del governo, come l'abolizione dell'abuso d'ufficio, la riforma della Corte dei conti e tutte quelle misure prese sotto la voce del cosiddetto decreto sicurezza». Landini ha poi annunciato una campagna di mobilitazione per la raccolta di firme a sostegno di due proposte di legge d'iniziativa popolare «per rilanciare il servizio sanitario nazionale come diritto universale e per rendere trasparente il sistema degli appalti, cancellando la logica del subappalto a cascata».

Il responsabile legalità della Cgil nazionale, Alessio Festi, ha rimarcato che «siamo contrari a qualsiasi manomissione della legislazione antimafia», aggiungendo che «la lotta alla mafia e alla precarietà serve anche per non costringere i giovani a lasciare i luoghi dove sono nati». Inoltre «chiediamo giustizia per tutti coloro che si sono sacrificati per la libertà dalla mafia. La politica - ha concluso - batta un colpo».

Presente all'iniziativa anche il presidente dell'Anm Giuseppe Tango, che ha ricordato il risultato conseguito con la campagna referendaria, «andato contro ogni previsione» e il maxiprocesso, «frutto di una geniale intuizione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino», che «determinò un nuovo approccio culturale e organizzativo per combattere la mafia. Rispetto ad allora numerosi risultati nella lotta alla mafia sono stati ottenuti, ma non bisogna commettere l'errore di abbassare la guardia», ha ammonito. (mf)

@fnsisocial

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