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Maurizio Di Leo (Foto: memoria.san.beniculturali.it)
Anniversario 02 Set 2021

I docenti di Diritti Umani ricordano Maurizio Di Leo, tipografo del Messaggero ucciso il 2 settembre 1980

Una morte, scrive il Coordinamento del professori, che «doveva fungere da monito per tutti coloro che avessero avuto l'opportunità, anche da esterni, di operare in un contesto in cui la libertà di stampa fosse prioritaria. Il panico doveva essere tangibile per tutti i cittadini che avessero contatti con i cronisti».

Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti Umani ricorda l'uccisione di Maurizio Di Leo, tipografo de Il Messaggero, avvenuto la sera del 2 settembre 1980. «Il delitto – scrive il Cnddu – fu rivendicato dall'organizzazione di estrema destra denominata Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari). In realtà la morte di Di Leo pare non fosse stata decretata in ragione di indagini o comportamenti ritenuti pericolosi per il terrorismo nero; doveva fungere da monito per tutti coloro che semplicemente avessero avuto l'opportunità, anche da esterni, di operare in un contesto in cui la libertà di stampa fosse prioritaria. Il panico doveva essere tangibile per tutti i cittadini che avessero contatti con i cronisti o le autorità».

Minacce di morte erano arrivate qualche tempo prima alla redazione del quotidiano romano, indirizzate però a un altro cronista che stava indagando su un omicidio legato agli ambienti estremisti. «Ricorreva inoltre – prosegue il Coordinamento dei docenti – il trigesimo della strage di Bologna, una data simbolica per la quale le ipotesi investigative delineavano scenari correlati agli ambienti estremisti. Tra prescrizioni di reato e lungaggini varie nessuno ha mai pagato per un misfatto simile. Il mistero permane».

Una vicenda rievocata, in occasione dei 40 anni dall'assassinio, anche da Vittorio Emiliani, all'epoca direttore del quotidiano.

Per non dimenticare, e per far sì che la scuola adempia il proprio dovere di «veicolare valori di libertà e diritti civili in modo da rendere tali ideali inviolabili e necessari agli occhi delle future generazioni», i docenti della disciplina dei Diritti Umani avanzano una proposta: «In ogni singolo istituto di scuola secondaria vengano istituiti dei gruppi operativi studenteschi a difesa dei diritti civili con il compito di diffondere tra i propri coetanei notizie, articoli o progetti relativi alle tematiche umanitarie».

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