Alessandro Mantovani, giornalista del Fatto Quotidiano, «sia subito rilasciato con tutti gli attivisti della Global Sumud Flotilla sequestrati in acque internazionali dalle forze armate israeliane con un autentico atto di pirateria per bloccare il soccorso umanitario della martoriata popolazione di Gaza e impedire il racconto dei crimini e delle violazioni dei diritti umani che lì, come in Cisgiordania e in Libano, continuano a essere perpetrati. Un obiettivo, quest'ultimo, perseguito con la mattanza dei cronisti sul campo, le intimidazioni, l'accesso negato all'informazione internazionale». Così la segreteria dell'Associazione Stampa Romana dopo la notizia che anche il giornalista del Fatto è stato fermato, martedì 19 maggio 2026 insieme con tutti gli altri attivisti imbarcati per Gaza sulla Flotilla.
Stampa Romana esprime, inoltre, «tutta la sua vicinanza ad Alessandro Mantovani e agli altri sequestrati, per le ragioni dell'umanità e del diritto di cronaca».
Sono 29 gli italiani che si erano imbarcati con la Global Sumud Flotilla: attivisti, politici, medici, giornalisti, operai, fermati e trattenuti dalle forze armate israeliane in attesa di ricevere assistenza legale ad Ashdod dove dovrebbero essere sbarcati. Fra loro il deputato M5s Dario Carotenuto, l'attivista trentino 69enne Ruggero Zeni, il collega Mantovani. A bordo di un'altra imbarcazione viaggiavano - fra gli altri - Antonella Bundu e Dario Salvetti, rispettivamente ex candidata di Toscana Rossa alla presidenza della Regione ed esponente del Collettivo di fabbrica della Gkn di Campi Bisenzio.
Anche tre residenti in Italia «risultano sequestrati e trattenuti a bordo di una nave militare israeliana. Di loro non si hanno ancora notizie né comunicazioni ufficiali sulle condizioni di detenzione o sui tempi di rilascio», ricorda la Global Sumud Flotilla, annunciando di aver «formalmente depositato un esposto-denuncia per il reato di sequestro di persona in relazione ai fatti avvenuti il 29 aprile, il 18 e il 19 maggio 2026».
Le legali della missione umanitaria chiedono «l'immediata attivazione delle autorità giudiziarie competenti per accertare le responsabilità penali, configurando il delitto di sequestro di persona aggravato dall'uso delle armi e dal concorso di più soggetti», spiegando che «l'azione è volta a tutelare i diritti fondamentali dei partecipanti alla missione e a garantire il rispetto del diritto internazionale del mare». Da qui anche l'appello alle istituzioni nazionali ed europee «di attivarsi con urgenza per garantire l'incolumità dei nostri connazionali, la trasparenza sulle loro condizioni e il rispetto dello stato di diritto e l'immediato rilascio di tutti gli attivisti». (mf)