Pubblichiamo di seguito la lettera aperta del presidente dell’Asu Massimiliano Cinque diffusa dal sindacato regionale sul proprio sito web il 7 maggio 2026, all'indomani della prima riunione del rinnovato Direttivo del sindacato umbro.
Al via il nuovo mandato, il presidente Cinque parla degli impegni che attendono Asu
Pochi giorni fa è iniziato un nuovo mandato per l’Associazione Stampa Umbra. Sono stato rieletto presidente grazie alla fiducia accordatami dalle colleghe e dai colleghi che ringrazio sentitamente. Sono certo che tutti insieme riusciremo a fare un lavoro proficuo e al servizio di tutti. Durante la seduta di insediamento ho tracciato in sintesi le linee che a mio parere dovranno caratterizzare il nuovo mandato.
Prima di esporle però voglio tributare un sentito ringraziamento alla collega Noemi Campanella che ha assunto la decisione di mettere a disposizione il ruolo di vice Presidente, ruolo, per inciso, ottimamente svolto, per dare modo ad altri colleghi di cimentarsi in questa esperienza. Un gesto nobile, di una persona che ha sempre mostrato grandi doti umane e professionali e che ha fatto dell’impegno sindacale disinteressato un principio inscalfibile.
Un grazie sentito anche alle colleghe e ai colleghi che rispetto al precedente mandato non sono, per vari motivi, oggi presenti nel direttivo. Un benvenuto a chi è entrato e un augurio di buon lavoro per le sfide che attendono Assostampa Umbra nel prossimo futuro.
Molto è stato fatto, molto vi è ancora da fare. Innanzitutto mantenere la barra dritta nei rapporti con la Fnsi. Il ruolo qualificato di Asu nella maggioranza nazionale e nella giunta Fnsi è vanto, ma soprattutto garanzia, per tutte le colleghe e i colleghi umbri e fa coppia con i ruoli nazionali di Casagit assunti recentemente da altre colleghe umbre. Elementi questi che vanno doverosamente sottolineati perché testimoniano della crescita complessiva del nostro sindacato.
Fra le priorità c’è la nuova legge per l’editoria che dovrà essere uno strumento concreto per i giornalisti e gli editori da utilizzare per far crescere il sistema in Umbria nel suo complesso. Occorre poi rafforzare il rapporto con i Cdr e i fiduciari di redazione e aprire e mantenere un dialogo strutturale con tutto il mondo del precariato che oggi per la nostra professione costituisce purtroppo una realtà.
Allo stesso modo si dovrà dare attuazione al protocollo per gli uffici stampa firmato recentemente con Odg e Anci per dare risposte concrete ad un settore in crescita e che ormai annovera professionalità consolidate e nel quale occorre tenere alta l’attenzione anche sull’esercizio improprio della professione. Sul versante interno, ci sarà da aumentare il dialogo con i gruppi di specializzazione e armonizzare le attività in rapporto al sindacato.
Quello appena iniziato dovrà essere inoltre un quadriennio di progettazione e di più ampia apertura verso l’esterno, ad esempio verso altri sindacati e verso tutte le istituzioni della regione, cercando un dialogo che poggi su un valore universale, quello cioè del lavoro. Continuerà con convinzione il rapporto con l’Ordine dei Giornalisti insieme al quale stiamo elaborando, fra le altre cose, una serie di incontri sui territori ed altre le iniziative volte a venire incontro a colleghe e colleghi. Asu in questi anni ha registrato una crescita, pur se non imponente, del numero di iscritti. Lo sforzo che dovremmo fare sarà quello di accelerare su questo versante tenendo conto che un sindacato acquista forza in ragione della sua rappresentatività.
Concludo sottolineando che le linee tratteggiate in queste poche righe sono un quadro di riferimento ma non un dogma intoccabile e immodificabile. La realtà si evolve e il confronto fra colleghe e colleghi deve essere sempre vivo, in modo da poter modulare l’azione sindacale in rapporto alle necessità e alle sensibilità.
Il tempo delle polemiche, che purtroppo ci sono state durante questa difficile campagna elettorale, deve terminare. Sono state polemiche unilaterali alle quali né io, né i miei colleghi e le mie colleghe abbiamo mai replicato rinunciando a fomentare qualsiasi focolaio. Il sindacato è e rimane di tutti e tutti sono chiamati con responsabilità a fare la propria parte.