«I giornali dovrebbero appartenere ai lettori. In Italia non è così: i giornali appartengono ai grandi poteri economici, quando non alla politica. Gli editori puri in Italia non riuscirebbero a sopravvivere. Per questo è necessario che lo Stato si faccia carico del ruolo fondamentale che l'informazione ha in ogni democrazia, rivedendo innanzitutto il finanziamento al settore: se si vuole tutelare la democrazia l'informazione va finanziata di più e meglio». Così Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, partecipando, giovedì 5 novembre 2026, alla Camera dei deputati, alla conferenza stampa di presentazione della risoluzione 'Minacce crescenti al pluralismo e all'indipendenza dei media', approvata il 30 settembre dal Consiglio d'Europa.
Il testo, relatrice la deputata italiana Valentina Grippo - che ha promosso l'incontro - offre un quadro della situazione difficile che il sistema dei media vive in tutta Europa, presentando le principali criticità e prospettando alcuni possibili interventi. «Un'iniziativa importante - ha rilevato Costante - che però acciuffa la notizia dalla coda. In testa dovrebbe esserci la consapevolezza che, se l'informazione è un bene pubblico, come tale andrebbe adeguatamente finanziata».
La segretaria generale Fnsi ha snocciolato quindi i dati di alcuni Stati europei, come la Francia, la Germania o i Paesi scandinavi, dove il settore riceve sostegni molto più robusti che in Italia e dove, soprattutto, «vengono gestiti meglio. Ad esempio, l'erogazione dei contributi - ha proseguito - andrebbe legata al rispetto delle regole da parte degli editori, all'applicazione del contratto di lavoro e di un equo compenso per i giornalisti lavoratori autonomi. E i finanziamenti dovrebbero essere finalizzati a rilanciare il lavoro giornalistico e non, come accade in Italia, a prepensionare i colleghi».
Una volta garantita la sostenibilità economica del sistema «si può pensare al secondo intervento necessario: una riforma organica delle leggi che regolano il settore, come quelle sulle concentrazioni editoriali, oggi vecchie e inadeguate al contesto economico e sociale che viviamo», ha incalzato la segretaria Costante, che ha infine ribadito la proposta di un 'bonus informazione', «che consenta ai cittadini che lo vogliono di sostenere l'editoria con copertura a carico dello Stato».
Introdotti dal capogruppo di Azione alla Camera, Matteo Richetti, alla conferenza stampa hanno partecipato Paola Spadari, segretaria del Consiglio nazionale dell'Ordine, e Guido D'Ubaldo, presidente dell'Ordine dei giornalisti del Lazio. «C'è un allarme democratico: il lavoro giornalistico è a rischio. Dobbiamo fare qualcosa per difendere i giornalisti e quindi la democrazia», la premessa di Grippo in apertura dei lavori.
Fra i temi affrontati anche l'impiego dell'IA in redazione e le ricadute sull'occupazione; il rapporto tra informazione e piattaforme e l'impatto sulla tenuta democratica delle stesse istituzioni, nazionali ed europee; la desertificazione informativa; la concentrazione delle proprietà dei media; la violenza ai danni dei cronisti.
E il nodo delle Slapp. «Già nel 2010 la Fnsi era in piazza per protestare contro leggi bavaglio e querele temerarie. In questi anni nessuna delle maggioranze parlamentari che si è succeduta ha voluto mettere mano alle norme per aumentare le tutele dei colleghi. L'auspicio - ha concluso Costante - è che la sensibilità dimostrata dall'onorevole Grippo possiamo ritrovarla nei programmi elettorali di tutti i partiti che si presenteranno alle prossime elezioni». (mf)