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Foto: ImagoEconomica/Fnsi
Istituzioni 30 Set 2026

Media, ok del Consiglio d'Europa alla risoluzione Grippo: stretta su proprietà opache e leggi bavaglio

Il testo, approvato mercoledì 30 settembre 2026 con 103 voti a favore su 109 sulla base della relazione della deputata italiana, denuncia anche i 'deserti informativi' e il potere delle piattaforme online. Riconosce, inoltre, nel Media Freedom Act della Ue un passo nella giusta direzione, pur ricordando che i Paesi fuori dall'Unione non ne hanno la protezione.

Con 103 voti favorevoli su 109, l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha approvato mercoledì  30 settembre 2026 la risoluzione e la raccomandazione "Minacce crescenti al pluralismo e all'indipendenza dei media", sulla base della relazione di Valentina Grippo, deputata di Azione e relatrice generale dell'Assemblea per la libertà dei media e la sicurezza dei giornalisti.

«È un segnale forte, che arriva mentre la libertà di stampa in Europa è a un punto di svolta - dichiara Grippo - E non solo nei Paesi in guerra o autoritari. Anche nelle democrazie i media si mettono a tacere senza censura: si comprano, si condizionano con la pubblicità di Stato, si occupano attraverso il servizio pubblico».

La relazione, frutto di due anni di audizioni e analisi, ha acceso il confronto in Aula. «Decine di interventi - spiega una nota - hanno denunciato casi concreti, dalla Turchia all'Ungheria, e una deputata della delegazione turca ha allegato al testo un'opinione dissenziente contro i riferimenti al suo Paese». Per Grippo, «le reazioni confermano che abbiamo toccato un nervo scoperto».

La risoluzione chiede a tutti gli Stati membri trasparenza sulla proprietà reale dei media, autorità di regolazione e servizio pubblico indipendenti dalla politica, sostegni pubblici trasparenti all'informazione locale e l'abrogazione o la modifica delle leggi usate per intimidire i giornalisti, a partire dalla diffamazione penale. Chiede inoltre di attuare la Raccomandazione del Consiglio d'Europa contro le cause intimidatorie (Slapp).

«I giornalisti devono poter lavorare in sicurezza per informarci liberamente. Oggi invece subiscono cause intimidatorie, minacce online e aggressioni, e le giornaliste più di tutti», sottolinea ancora Grippo.

Il testo denuncia anche i "deserti informativi", cioè i territori rimasti senza informazione locale, e il potere delle piattaforme online. La risoluzione riconosce, inoltre, nel Media Freedom Act dell'Unione europea un passo nella giusta direzione, pur ricordando che i Paesi fuori dall'Unione non ne hanno la protezione.

Con la raccomandazione, l'Assemblea chiede al Comitato dei Ministri di creare una banca dati europea, pubblica e gratuita, sulla proprietà dei media. «Quelle garanzie - conclude Valentina Grippo - devono valere in tutti i 46 Stati del Consiglio d'Europa, Italia compresa. Il futuro della democrazia è nelle mani di tutti noi: più trasparenza e più pluralismo dei media sono la chiave di volta». (mf)

@fnsisocial

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