«In relazione alla diffusione di dichiarazioni, articoli di stampa, congetture ed insinuazioni che hanno trasformato, mediante esplicite allusioni, la vittima del grave attentato nel suo presunto beneficiario, attraverso espressioni che affermano o suggeriscono di un "finto attentato" e altre analoghe formulazioni e di vantaggi conseguenti, la cui ricaduta umana e professionale è di inaudita gravità, il dottore Sigfrido Ranucci ha presentato denuncia e querela per diffamazione pluriaggravata ed altri reati». Lo afferma il legale del conduttore, l'avvocato Roberto De Vita, ripreso dalle agenzie lunedì 13 luglio 2026.
Sempre in base a quanto comunica l'avvocato De Vita, una seconda denuncia, a nome di Ranucci e dei giornalisti Daniele Autieri, Giorgio Mottola, Paolo Mondani, Giulio Valesini, Luca Chianca ed altri della redazione di Report, è stata trasmessa alla procura di Roma per «rivelazione del segreto di ufficio e del segreto investigativo».
L'atto è relativo alla «rivelazione di notizie ed estratti di atti, coperti dal segreto di indagine ed in particolare - spiega il penalista - di contenuti di intercettazioni telefoniche, di brogliacci e di verbali di sommarie informazioni testimoniali, relative alla indagine tuttora in corso e di elevatissima delicatezza per il grave attentato dinamitardo nei confronti di Ranucci, con conseguente pubblicazione sulle testate il Domani e La Verità, da cui deriva grave pregiudizio alle investigazioni, aggravamento dell'esposizione al rischio e pregiudizio reputazionale per l'uso parziale e strumentale a narrazioni distorte».
La denuncia, aggiunge De Vita, «non riguarda la pubblicazione da parte dei giornalisti ma la rivelazione fatta da soggetti tenuti al segreto».
Intanto la mobilitazione social promossa dalla redazione di Report in concomitanza con la sospensione delle repliche del programma, che sarebbe dovuto andare in onda domenica 12 luglio con l'inchiesta sul crollo del Ponte Morandi, ha riscosso «una valanga di selfie, storie Instagram e post» con l'hashtag #GiuLeManiDaReport «diventato trending topic, insieme anche a Raiplay» e «in migliaia hanno pubblicato la loro foto davanti allo schermo per dire no al bavaglio», come rende noto la redazione del programma.
La squadra di Report resta al lavoro sulle inchieste della prossima stagione, in programma dall'8 novembre, e fa quadrato attorno al conduttore, esprimendo «piena fiducia nei confronti di Sigfrido Ranucci» e condannando «la campagna di fango e sciacallaggio in atto che - scrive la redazione - ha come scopo comprimere l'indipendenza del nostro programma». (mf)