«Assostampa Fvg segnala con rammarico che ancora una volta il lavoro dei media durante un grande evento pubblico è stato ostacolato da rigidità operative delle forze di polizia e da un’organizzazione che non ha tenuto adeguatamente conto delle esigenze di chi lavora. In occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli a Gemona non è stata infatti predisposta alcuna area esterna per la stampa. Giornalisti, operatori e tecnici sono stati costretti a lavorare tra il pubblico presente alla cerimonia, in condizioni rese ancora più difficili dall’abbondante pioggia caduta durante l’evento. Un pubblico che si è dimostrato peraltro composto e rispettoso dell’attività dell’informazione». Lo si legge in una nota diffusa dal sindacato regionale giovedì 7 maggio 2026.
L’Assostampa continua: «Al contrario, da parte del personale della Questura di Udine non è stata riservata la necessaria attenzione alle esigenze operative dei media. Funzionari e agenti hanno richiamato disposizioni attribuite al Cerimoniale della Presidenza della Repubblica, istituzione che in più occasioni ha ribadito il valore della libertà di stampa e del diritto dei cittadini a essere informati. La motivazione legata alla sicurezza appare inoltre contraddittoria: negli stessi spazi nei quali ai giornalisti accreditati non è stato consentito operare è stata invece permessa la permanenza del pubblico. Di fatto, è stata favorita la presenza di persone non identificate rispetto a professionisti dell’informazione regolarmente accreditati e già noti alle autorità di pubblica sicurezza».
L’Assostampa Friuli-Venezia Giulia sottolinea che «garantire condizioni di lavoro adeguate ai media non rappresenta un privilegio, ma uno strumento essenziale per assicurare ai cittadini un’informazione completa, tempestiva e di qualità durante eventi di rilevanza pubblica. Per i prossimi appuntamenti istituzionali chiediamo un confronto preventivo con i rappresentanti del mondo dell’informazione, affinché vengano predisposte modalità operative compatibili sia con le esigenze di sicurezza sia con il corretto svolgimento del lavoro giornalistico».
La nota si conclude elencando ulteriori criticità riscontrate: «Una sala stampa con un numero insufficiente di postazioni e la necessità di ritirare gli accrediti il giorno precedente presso la Prefettura di Udine». (anc)