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Palazzo Labia a Venezia (Foto: Didier Descouens - commons.wikimedia.org)
Associazioni 14 Mag 2026

Venezia, il 18 maggio Sgv in piazza con Usigrai per «difendere Palazzo Labia e il futuro della Rai»

Una giornata di mobilitazione con le giornaliste e i giornalisti del servizio pubblico che hanno convocato alle 14.30 in campo San Geremia un'assemblea pubblica «aperta alla città e a tutti coloro che hanno a cuore l'informazione pubblica».

Giornata di mobilitazione lunedì 18 maggio 2026 a Venezia con il direttivo straordinario del Sindacato giornalisti Veneto. «Al mattino - spiega sul proprio sito web il sindacato regionale - il punto sulla situazione sindacale, a partire dalla vertenza per il rinnovo del contratto Fnsi-Fieg e dalle iniziative di lotta già avviate. Al pomeriggio tutti a Venezia per difendere Palazzo Labia e il futuro della Rai servizio pubblico: appuntamento alle 14.30 in campo San Geremia».

Sgv aderisce, infatti, all'iniziativa promossa da Usigrai e Coordinamento dei Cdr della Tgr Rai che hanno indetto un'assemblea pubblica aperta non solo ai giornalisti, ma alla città e a tutti coloro che hanno a cuore la Rai quale bene comune per l'informazione pubblica.

«L'obiettivo - ricorda l'Assostampa - è fermare la cessione di una parte significativa del patrimonio immobiliare Rai, che comprende quasi un quarto degli immobili dell'azienda, le cui offerte di vendita scadono il prossimo 22 maggio. Tra questi, proprio Palazzo Labia, sede della Rai regionale del Veneto e luogo simbolo non solo per l'informazione, ma anche per il patrimonio culturale del Paese, con una intera stanza al piano nobile affrescata dal Tiepolo».

Il piano annunciato dall'azienda prevede la dismissione di sedi storiche - da Venezia a Milano, da Firenze a Genova, fino a Torino e Roma - con il rischio concreto di trasformare la Rai da proprietaria a locataria dei propri spazi.

«Una scelta che solleva forti preoccupazioni – conclude Sgv – e indebolisce il radicamento territoriale del servizio pubblico, mette in discussione la stabilità delle redazioni regionali, rischia di compromettere la qualità dell'informazione locale Rai». (mf)

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