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Appuntamenti 21 Ott 2026

'Un ombrello bucato non protegge nessuno': il 22 ottobre manifestazione a Roma per correggere la legge sulle querele bavaglio

Il Cnog: «Con noi ci saranno giornaliste, attivisti, giuristi e le organizzazioni del nodo italiano di CASE, la Coalizione Contro le Slapp in Europa».

«Giovedì 22 ottobre manifestazione in piazza a Roma con CASE Italia per chiedere a Governo e Parlamento di correggere la legge contro le cause bavaglio». La annuncia il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti sul suo sito web mercoledì 21 ottobre 2021.

La nota prosegue: «Il 2 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che recepisce la direttiva europea contro le Slapp, le azioni legali avviate per intimidire giornaliste, whistleblower, attivisti, semplici cittadini che informano o muovono critiche su questioni di interesse pubblico. In Italia le chiamiamo cause bavaglio e da due anni siamo primi in Unione europea per numero di casi. Il decreto offre protezioni solo alle vittime di procedimenti civili transfrontalieri. Questo significa che da un lato esclude i casi nazionali, che rappresentano almeno il 90% dei casi registrati. Dall’altro non copre i procedimenti penali, compresi quelli per diffamazione, che sono gli strumenti di intimidazione più usati contro chi fa informazione. Facendo un esempio, una giornalista italiana querelata da un politico italiano, quindi, non può beneficiare delle tutele previste dal decreto».

Il Cnog sottolinea: «Per questi motivi giovedì 22 ottobre, dalle 10 alle 13, in Piazza Capranica a Roma, si terrà la manifestazione degli “ombrelli bucati”. Perché una legge del genere lascia quasi tutti senza protezione sotto la pioggia di azioni legali temerarie. Con noi ci saranno giornaliste, attivisti, giuristi e le organizzazioni del nodo italiano di CASE, la Coalizione Contro le Slapp in Europa. In piazza ci sarà la possibilità di firmare anche la petizione per chiedere tutele che valgano per i casi nazionali e per ogni tipo di procedimento, civile, penale e amministrativo».

La nota si conclude ricordando che «l’evento si terrà appena sei giorni dopo l’anniversario dell’omicidio di Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese uccisa il 16 ottobre 2017. Al momento della morte stava affrontando 47 procedimenti per diffamazione, intentati da politici, imprenditori e altre figure di potere». (anc)

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