Tiscali Notizie va verso la chiusura: lo stop alle pubblicazioni è previsto per il 30 aprile 2026. E «i giornalisti di Tiscali non hanno un futuro», come denuncia l'Assostampa Sarda all'indomani del tavolo nazionale convocato giovedì 16 aprile al ministero delle Imprese e del Made in Italy, su richiesta dell'assessora al Lavoro della Regione Sardegna Desirè Manca e del suo omologo pugliese, presenti l'azienda, le segreterie nazionali dei confederali, l'Associazione della Stampa sarda e il Cdr di Tiscali Notizie.
Al tavolo l'assessora Manca e l'Assostampa, in rappresentanza anche della Fnsi, hanno esposto la situazione «drammatica» nella quale sono stati lasciati i 12 giornalisti della testata destinati a restare senza lavoro. Dieci hanno scelto l'esodo, mentre due andranno in cassa integrazione.
«Se è vero che anche a loro sono state estese le misure di incentivo all'esodo - spiega il sindacato regionale - è altrettanto vero che per i giornalisti è una scelta di fatto obbligata. Dal momento che non ci sarebbe alcuna prospettiva futura nei programmi del probabile acquirente, la società Canarbino Spa».
Questo «nonostante il valore del portale, e la sua web reputation, sia in gran parte dovuta al lavoro svolto dai giornalisti della testata nei suoi 25 anni di vita». Eppure «la discussione sul futuro di chi resterà - prosegue l'Assostampa - non coinvolge questi 12 lavoratrici e lavoratori, il cui posto di lavoro è destinato alla cancellazione, così come la testata».
Come spiega ancora l'Associazione regionale, «nel percorso avviato nell'ambito della procedura di composizione negoziata della crisi il tribunale di Cagliari ha accordato tutte le misure protettive e cautelari chieste dall'azienda, finalizzate a impedire ogni tipo di azione nei confronti di Tiscali. In questa ottica, posto che in mancanza di altri acquirenti l'offerta di Canarbino è vincolante, e lo sarà dal 1° giugno, i giornalisti sono fuori dai giochi».
Il prossimo tavolo al Mimit è in programma per il 25 maggio, «ma per quella data i giornalisti avranno già perso il lavoro», conclude l'Assostampa. (mf)