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Un’edicola a Roma (Foto: ImagoEconomica/Fnsi)
Associazioni 31 Gen 2026

Stampa Romana: «Difendere le edicole per salvare i giornali»

Il sindacato regionale assieme a DataMediaHub ha realizzato il rapporto “Le edicole del futuro, il futuro delle edicole”: «Oggi – scrive il segretario Stefano Ferrante - gran parte dei ricavi per la carta stampata arriva dalle vendite delle copie cartacee, la cui grave, inevitabile e progressiva diminuzione non è compensata economicamente dall’aumento di quelle digitali acquistate dagli utenti».

«Le vediamo chiudere, una dopo l’altra, o trasformarsi in bazar di souvenir nei centri storici. Sono diventate un miraggio nei piccoli centri o nelle periferie, un rimpianto nei paesi più remoti. Le edicole non sono solo pezzi importanti delle nostre città, sono luoghi di aggregazione, di diffusione dell’informazione, di pluralismo e democrazia, che perdiamo ogni giorno». Lo scrive il segretario dell’Associazione Stampa Romana Stefano Ferrante, in un articolo pubblicato sul magazine online del sindacato regionale ‘La Romana’ sabato 31 gennaio 2026.

Ferrante prosegue: «Nell’epoca della rivoluzione digitale e dei social network le guardiamo come oggetti di modernariato, avviate a un inesorabile tramonto, come accadde non molti anni fa alle cabine telefoniche con l’arrivo dei cellulari. Ma le edicole non sono il passato dei giornali, destinati all’online, sono il loro presente, l’unico in grado di garantire a quotidiani e periodici una prospettiva. Lo dicono i dati del rapporto “Le edicole del futuro, il futuro delle edicole” realizzato da Stampa Romana e DataMediaHub: oggi gran parte dei ricavi per la carta stampata arriva dalle vendite delle copie cartacee, la cui grave, inevitabile e progressiva diminuzione non è compensata economicamente dall’aumento di quelle digitali acquistate dagli utenti».

Il segretario di Stampa Romana sottolinea: «È un circolo vizioso: le edicole chiudono perché si vendono meno giornali, con meno edicole le copie diminuiscono ulteriormente. Un avvitamento che rischia di essere letale e su cui è urgente intervenire, prima che travolga l’editoria, che non può pensare all’orizzonte digitale senza rendere sostenibile il suo presente. Nel report, cifre alla mano, si cerca una soluzione, si fotografa la realtà nazionale e locale.  Si raccolgono le voci dei sindacati dei giornalai e di chi è chiamato a dare risposte: Governo, Parlamento, Regione, Comune. Un quadro di aiuti concreti, già in atto, e di ipotesi da mettere in campo per garantire la sopravvivenza dei punti vendita dei giornali: dalle attività commerciali compatibili con la funzione delle edicole da implementare, all’attribuzione di servizi di sportello per gli uffici pubblici, solo per fare due esempi. Ricette da differenziare sul territorio, perché le edicole del centro storico, quelle della periferia, delle province o delle aree interne hanno problemi diversi».

Il segretario del sindacato regionale prosegue nella riflessione: «Ma c’è una questione che resta aperta da anni, nonostante le leggi già approvate e finanziate, quella dell’informatizzazione dei punti vendita, delle copie tracciabili: a fermarla la resistenza di editori e distributori.  Si tratta di un’operazione che porterebbe a risparmi per gli editori sulle rese rilevantissimi, e agli edicolanti garantirebbe il modo per stare in piedi, con vantaggi per gli stessi giornali. Anche su questo andrebbe aperta una riflessione. I sostegni pubblici non bastano – conclude - se non si guarda con realismo all’innovazione». (anc)

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