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Fnsi 07 Mag 2004

Soddisfazione della Giunta per l'accordo tra Fnsi e Fieg sulle facilitazioni previdenziali a favore dell'assunzione di disoccupati. Il cumulo tra pensioni e redditi da lavoro. La legge Biagi -Maroni. Abruzzo attacca tutti

Soddisfazione della Giunta per l'accordo tra Fnsi e Fieg sulle facilitazioni previdenziali a favore dell'assunzione di disoccupati. Il cumulo tra pensioni e redditi da lavoro. La legge Biagi -Maroni. Abruzzo attacca tutti

Soddisfazione della Giunta per l'accordo tra Fnsi e Fieg sulle facilitazioni previdenziali a favore dell'assunzione di disoccupati. Il cumulo tra pensioni e redditi da lavoro. La legge Biagi -Maroni. Abruzzo attacca tutti

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica: “Misure per favorire il riassorbimento dei giornalisti disoccupati e avvio immediato del confronto sindacale sugli aspetti attuativi della legge Maroni sul mercato del lavoro. Sono questi i maggiori risultati contenuti in un accordo sottoscritto tra la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e la Federazione Italiana Editori Giornali. L’accordo sindacale, che è stato approvato all’unanimità dalla Giunta della Fnsi, pone termine ad un lungo contenzioso con gli editori in relazione a una serie di aspetti inerenti le prestazioni dell’Istituto di previdenza. La giunta ha, quindi, espresso grande soddisfazione per un risultato atteso da anni. L’aspetto più importante riguarda l’introduzione di facilitazioni contributive a favore delle aziende che assumeranno giornalisti e praticanti, disoccupati o cassaintegrati iscritti negli elenchi nazionali gestiti dalla Fieg e dalla Fnsi. In particolare, le aziende editoriali potranno assumere con contratto a termine di dodici mesi colleghi disoccupati o in cigs, nella misura del 10% dei giornalisti dipendenti a tempo pieno e indeterminato, senza l’onere dei relativi versamenti contributivi, che verranno accreditati figurativamente dall’Inpgi. Qualora, alla scadenza dei dodici mesi le aziende dovessero trasformare i contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato, potranno usufruire della stessa agevolazione contributiva per altri dodici mesi. In presenza di nuove iniziative editoriali sarà possibile per le aziende avere le stesse agevolazioni nella misura del 40% dell’organico previsto e per un periodo complessivo di 24 mesi, qualora dovessero assumere, da subito, giornalisti disoccupati a tempo indeterminato. Si tratta, come è evidente, di una manovra di grande rilievo sociale, realizzata d’intesa con l’Istituto di previdenza dei giornalisti Inpgi, con lo scopo di ridurre in maniera considerevole il numero dei disoccupati e dei cassintegrati. Con lo stesso accordo le parti sociali hanno concordato di avviare in tempi brevi il confronto sindacale sul decreto legislativo 276/2003 (Legge Maroni), che demanda ai soggetti firmatari della contrattazione collettiva la definizione degli aspetti attuativi relativi alle nuove forme dei rapporti di lavoro. In relazione, poi, alla nuova normativa di legge sulle collaborazione coordinate e continuative le parti hanno confermato che l’iscrizione all’albo dei giornalisti costituisce condizione necessaria per l’esercizio della professione, senza, pertanto, alcuna distinzione tra giornalisti professionisti e giornalisti pubblicisti, come erroneamente qualcuno ha sostenuto nelle scorse settimane. L’accordo pone anche fine al lungo braccio di ferro che ha visto la Fnsi e l’Inpgi contrapposti alla Federazione degli editori in relazione all’evasione e all’omissione contributiva verificata dagli ispettori dell’Inpgi. Le aziende che, entro sei mesi dall’approvazione ministeriale della relativa delibera, provvederanno spontaneamente alla regolarizzazione contributiva potranno usufruire di una riduzione delle sanzioni civili e degli interessi di mora. Sarà in questo modo garantito l’immediato recupero da parte dell’Istituto di somme contributive consistenti ed eliminato il contenzioso giudiziario al riguardo. Sono stati inoltre risolti gli aspetti controversi riguardanti il cumulo tra redditi da lavoro e pensione con la previsione, a decorrere dal primo gennaio 2001, che i trattamenti pensionistici maturati con un’anzianità contributiva pari o superiore a quaranta anni possono essere interamente cumulati con i redditi di lavoro autonomo e dipendente. In presenza di trattamenti pensionistici di vecchiaia anticipata potranno cumularsi con redditi di lavoro autonomo e dipendente fino al limite di 13mila euro. Lo stesso limite di cumulabilità è previsto per i soli redditi di lavoro autonomo in presenza del trattamento pensionistico di anzianità. L’accordo prevede anche la liquidazione di una integrazione straordinaria ai pensionati a ruolo prima del primo gennaio 1999, nonché la possibilità di riscatto presso l’Inpgi del corso legale di laurea”. ----------------------------------------------------- Abruzzo: "L'accordo ha una parte che viola integralmente l'articolo 3 (uguaglianza e pari dignità sociale) della Costituzione. Mi riferisco all'applicazione dell'articolo 116 della legge n. 388/2000 a favore degli editori (per quanto riguarda le sanzioni relative alle evasioni contributive). Questo è un riconoscimento giusto peraltro presente in una sentenza del Tar Lazio. Ai giornalisti pensionati, invece, viene negata l'applicazione dell'articolo 72 della stessa legge, quell'articolo che prevede per i pensionati di vecchiaia la piena libertà di cumulo e una trattenuta fino al 30% dell'assegno per i pensionati di anzianità. Ai pensionati di vecchiaia anticipata e ai pensionati di anzianità verrà, invece, riconosciuto soltanto il limite di cumulabilità fino ad euro 13.000 (lire 25.171.510). La Fnsi è debole con i forti (gli editori) ed è forte nonché implacabile con i deboli (i giornalisti pensionati)".

@fnsisocial

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