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L'intervento di Marzio Bartoloni
L'intervento di Alessandra Costante, segretaria generale Fnsi
Il segretario di Stampa Romana, Stefano Ferrante
Paolo Tripaldi, presidente di Stampa Romana
La premiazione di Andrea Monda
Barbara Schiavulli
Iniziative 28 Ott 2026

Premio Cronisti Romani 2026, consegnati i riconoscimenti nel ricordo di Romano Bartoloni

Nella sede della Fnsi premiati Andrea Monda, Baba Richerme ed Emilio Albertario. Nove le menzioni speciali. Al centro degli interventi il futuro del giornalismo e le sfide dell'intelligenza artificiale. La segretaria generale Alessandra Costante: «Il senso critico dei cronisti è il futuro del giornalismo».

Si è svolta mercoledì 28 ottobre 2026, nella sala Walter Tobagi della Federazione nazionale della Stampa italiana, la cerimonia di consegna del Premio Cronisti Romani 2026, organizzato dal Sindacato Cronisti Romani e dedicato quest'anno alla memoria di Romano Bartoloni, storico presidente del Scr, scomparso ad agosto all'età di 90 anni.

Il Premio Cronisti Romani 2026 è stato conferito ad Andrea Monda, direttore de L'Osservatore Romano, giornalista, scrittore e saggista, per il suo impegno nella testimonianza e nel racconto della realtà contemporanea. Il Premio alla Carriera è stato assegnato a Baba Richerme, giornalista e inviata speciale della Rai, storica voce del Giornale Radio e protagonista per decenni dell'informazione cinematografica e culturale, con corrispondenze dai principali festival internazionali. Il Premio Uffici Stampa è stato conferito a Emilio Albertario, giornalista con una lunga carriera nell'informazione radiotelevisiva Rai, dove ha ricoperto importanti incarichi di responsabilità al Giornale Radio, alla TGR Lazio e al TG2, oggi impegnato nella comunicazione istituzionale.

Nove le Menzioni Speciali assegnate a giornalisti che si sono distinti nei diversi settori dell'informazione, dalla cronaca giudiziaria al giornalismo d'inchiesta, dalla cultura agli esteri, fino all'impegno sociale. I riconoscimenti sono andati, in ordine alfabetico, a Tiziana Bartolini, giornalista e direttrice della storica testata Noidonne; Angela Caponnetto, inviata di RaiNews24; Valentina Errante, giornalista de Il Messaggero; Flavia Filippi, giornalista del TG La7; Stefano Iannaccone, giornalista di Domani, impegnato nella cronaca politica e nelle inchieste sul funzionamento delle istituzioni; Giulio Mancini, giornalista e direttore di Canaledieci.it; Daniele Nicosia, giornalista e direttore de La Nuova Voce; Barbara Schiavulli, giornalista, scrittrice e reporter di guerra; Rosario Tronnolone, giornalista della Radio Vaticana.

La cerimonia, condotta dall'attrice e scrittrice Isabel Russinova, si è aperta con i saluti istituzionali della segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, e del segretario dell'Associazione Stampa Romana, Stefano Ferrante.

Nel suo intervento, Costante ha richiamato l'attenzione sulle trasformazioni che stanno attraversando il mondo dell'informazione, sottolineando come il ruolo del giornalista rimanga centrale anche di fronte all'evoluzione delle nuove tecnologie. «I cronisti con un forte senso critico sono quelli che terranno ancorata la nostra professione anche al futuro», ha affermato la segretaria generale Fnsi. «Il mondo sta cambiando, ma il lavoro del giornalista non cambia – ha sottolineato poi – Noi continuiamo a esercitare il nostro mestiere attraverso quel senso critico che anche la Corte di Cassazione ci ha riconosciuto spiegando in una sentenza che il giornalista è un mediatore critico della realtà. Le notizie sono una mediazione critica della realtà».

Un richiamo alla responsabilità professionale particolarmente significativo nell'epoca dell'intelligenza artificiale, che sta modificando profondamente le modalità di produzione e diffusione delle notizie. «Io penso che noi tutti dobbiamo fare un grande sforzo che non è quello di chiudere le porte all'intelligenza artificiale perché saremmo perdenti, ma di esercitare anche qui il nostro senso critico e utilizzarla come una tecnologia a nostro servizio, evitando di farci sostituire da lei», ha concluso Costante.

Sul rapporto tra giornalismo e intelligenza artificiale è intervenuto anche il segretario dell'Associazione Stampa Romana, Stefano Ferrante, che ha evidenziato la necessità di preservare la dimensione umana della professione. L'intelligenza artificiale, ha osservato, «non potrà mai sostituire l'uomo, il fattore umano, i sentimenti e la capacità di vedere al di là di quello che è razionale». Ferrante ha concluso: «Finché l'uomo giornalista sarà al centro della nostra attività professionale, la nostra professione avrà un futuro. Quando tutto diventerà compilazione burocratica, semplice analisi di dati, allora la nostra professione sarà morta, l'informazione diventerà un'altra cosa e sarà una cosa che avrà poco a che fare anche con la democrazia».

Particolarmente significativo il ricordo di Romano Bartoloni, al quale il Sindacato Cronisti Romani ha voluto dedicare questa edizione del Premio con l’intervento del figlio Marzio. Bartoloni, storico presidente del Scr, ha rappresentato per generazioni di giornalisti romani un punto di riferimento professionale e umano, dedicando gran parte della propria vita alla difesa della libertà di stampa, della dignità del lavoro giornalistico e dei diritti dei colleghi.

La giuria che ha assegnato i riconoscimenti del Premio Cronisti 2026 è stata composta da Roberto Mostarda, presidente, Rodolfo Martinelli Carraresi e Paolo Tripaldi. (anc)

@fnsisocial

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